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L’Europa
è sempre qualcun altro

· Parigi e Londra chiedono sostegno per la crisi a Calais ·

La situazione a Calais, in Francia, dove poche migliaia di profughi e migranti tentano da settimane di penetrare nel terminal dell'Eurotunnel, il collegamento ferroviario sotto la Manica, e di salire sui treni diretti in Gran Bretagna, spinge i Governi di Londra e di Parigi a chiamare in causa l'Unione europea. 

Migranti a Calais (Afp)

In una lettera scritta insieme i ministri dell’Interno britannico, Theresa May, e francese, Bernard Cazeneuve si legge che «questa situazione non può essere considerato solo un problema dei nostri due Paesi. È una priorità sia a livello europeo che internazionale. Molti di quanti a Calais stanno cercando di attraversare la Manica sono passati attraverso l’Italia, la Grecia o altri Paesi. Questo è il motivo per cui stiamo chiedendo agli altri Stati membri e all’intera Unione europea di affrontare questo problema alla radice». Secondo i due ministri si dovrebbe convincere che «le nostre strade non sono pavimentate d’oro» quanti tentano di raggiungere l'Europa per sfuggire a guerre, persecuzioni, fame. Una dura critica al primo ministro britannico David Cameron per la sua «retorica che non aiuta» sulla questione dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari ha mosso intanto Tevor Willmott, il vescovo anglicano di Dover, la prima città britannica sull'altra sponda della Manica. 

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23 maggio 2019

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