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L’Europa discute
mentre si continua a morire

· Undici migranti annegati al largo della costa libica ·

Mentre l’Europa continua a discutere, nel Mediterraneo si continua a morire. Almeno undici migranti, probabilmente siriani, sono annegati e altri cinque risultano dispersi in due naufragi avvenuti nella notte; cercavano di raggiungere l’isola greca di Kos dalla penisola di Bodrum, sulla costa turca. 

Migranti siriani al confine tra Serbia e Ungheria (Afp)

A darne notizia, questa mattina, è stata l’agenzia di stampa Dogan. Un primo barcone è affondato con sedici persone a bordo: sette sono annegati, quattro si sono stati salvati e cinque sono dispersi. In un secondo naufragio, avvenuto poche ore dopo, sono morti una donna e tre bambini, mentre altre due persone sono riuscite ad approdare a nuoto sulla terraferma. «Occorre fare ordine» ha dichiarato in un’intervista il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. «Con un meccanismo di protezione temporanea allargata per chi fugge perché non può restare nel proprio Paese. Non possiamo continuare a mettere l’intero flusso sotto il tetto di Dublino». Bisogna differenziare ha aggiunto Schultz: «Ricordiamoci dei libanesi, sono scappati quando c’era la guerra, e poi sono tornati a casa. Sono certo che la stragrande maggioranza dei siriani farebbe lo stesso». Un rifugiato di Palmira che arriva in Italia «è trattato secondo le regole di Dublino; non è ragionevole. Serve un sistema di protezione temporanea sulla base di quote solidali». E sul nodo immigrazione è intervenuto oggi anche il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi. «L’Europa si dia una bella svegliata — ha detto Renzi — e faccia la sua parte, su questo tema si gioca la faccia». Intanto, resta critica la situazione in Ungheria. A Budapest centinaia di persone hanno trascorso la notte accampate davanti alla stazione ferroviaria Keleti e continuano a non potervi accedere dopo lo sgombero di ieri da parte delle autorità.

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