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L’Europa dalla parte dei rohingya

· Chiesto un accesso umanitario illimitato nel Myanmar settentrionale ·

Sfollati rohingya al confine  con il Bangladesh (Reuters)

L’Unione europea ha chiesto un accesso umanitario illimitato nello stato settentrionale del Rakhine, in Myanmar, per permettere agli operatori di raggiungere centinaia di migliaia di profughi di etnia rohingya ammassati al confine con il Bangladesh. In una nota, il commissario Ue per gli aiuti umanitari, Christos Stylianidis, ha fatto appello «a tutte le parti coinvolte ad allentare le tensioni, rispettare pienamente le leggi umanitarie internazionali e astenersi da ogni violenza sui civili». Stylianidis ha anche auspicato che il Bangladesh non respinga i profughi in fuga dalle violenze nel Rakhine. La situazione «è grave e viene presa molto seriamente», ha aggiunto Catherine Ray, portavoce di Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Sulla drammatica vicenda dei rohingya, dopo settimane di silenzio, è frattanto intervenuta Aung San Suu Kyi, consigliere di stato e ministro degli esteri del Myanmar. Nel corso di un colloquio telefonico con il presidente turco Erdoğan, il premio Nobel per la pace (1991) ha parlato di «disinformazione» sulla crisi nel Rakhine, che fa «gli interessi dei terroristi». 

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