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L’Europa chiamata a una scelta politica

· ​Verso il vertice straordinario sull’immigrazione ·

Sarà molto complesso il Consiglio europeo straordinario convocato domani a Bruxelles, su richiesta dell’Italia, dopo il tragico naufragio nel Canale di Sicilia. L’Europa è infatti chiamata a superare le divisioni e gli immobilismi dei singoli Paesi per arrivare a definire una sola linea d’azione fatta di interventi concreti su molteplici piani: la lotta contro i trafficanti, il massiccio rafforzamento delle operazioni di soccorso e assistenza, la distribuzione dei profughi tra i Paesi membri dell’Ue, la possibilità di un intervento militare con l’uso di droni armati o blitz terrestri.

«Serve un approccio politico in Europa per affrontare il problema delle stragi nel Mediterraneo», ha detto questa mattina il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, intervenendo alla Camera per riferire la linea che il suo Governo terrà nel Consiglio straordinario di domani. «Per la prima volta — ha affermato il capo del Governo — questa vicenda ha finalmente provocato una presa di consapevolezza da parte dei Governi europei. La retorica del “mai più” funziona per uno spot televisivo, ma poi non è così, continua anche adesso e proseguirà. È semplicistico dire “tutti a casa loro” oppure “accogliamo tutti”. Di fronte a quello che stiamo vivendo si impone una strategia di più ampio respiro». La soluzione non può essere semplice perché — ha sottolineato Renzi — deve avere «a che fare con che cosa noi pensiamo dell’Africa. Non sono libici i nostri fratelli che muoiono nel Mediterraneo: vengono da altri Paesi in cui fame e guerra la fanno da padrone. Il primo tema è capire se l'Africa diventa l'elemento chiave della politica italiana e mondiale». 

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