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L’Europa che ha fame

· Quarantatré milioni di persone a rischio povertà alimentare ·

I tagli ai bilanci dell’Unione europea hanno colpito pesantemente i cittadini più deboli. Sono stati infatti ridotti di oltre i tre quarti, il 77 per cento, i fondi della borsa alimentare che distribuisce cibo gratis ai poveri, un programma di solidarietà europea che da anni sostiene i più vulnerabili e le famiglie che vivono in condizioni di disagio economico. In base ai dati della Commissione europea ci sono infatti 43 milioni di persone a rischio povertà alimentare, ossia cittadini che non possono permettersi un pasto decente ogni due giorni. Per la borsa alimentare, i fondi per il 2012 scendono ad appena 113,48 milioni di euro, invece dei quasi cinquecento milioni degli ultimi anni. Nel solo 2009, l’anno più difficile della crisi economica, quei fondi hanno permesso di distribuire oltre 440.000 tonnellate di cibo gratis a 18 milioni di persone in Europa.

Ufficialmente, il taglio dei contributi europei è conseguenza di una sentenza della Corte di giustizia dell’Ue nella quale si afferma che, in base alle regole attuali, gli alimenti destinati ai poveri devono provenire dalle eccedenze nei magazzini pubblici dell’Unione europea. Ma i granai europei, come i depositi di latte in polvere sono quasi vuoti e sulla base delle eccedenze ancora esistenti, il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, è riuscito a destinare al programma 2012 alimenti per un valore appunto di soli 113 milioni. Ciolos ha comque assicurato che «c’e il nostro impegno politico a favore di un programma la cui importanza è riconosciuta da numerose associazioni caritative e organizzazioni non governative in tutta Europa».

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12 novembre 2019

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