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Prove
di dialogo su Schengen

· Vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue ·

Amsterdam, 25. Salvaguardare la tenuta di Schengen, rafforzare le strutture di accoglienza e di registrazione dei migranti e rilanciare il progetto europeo. 

Migranti nel porto dell’isola greca  di Lesbo (Ap)

Questi i tre obiettivi fondamentali della riunione, oggi ad Amsterdam, dei ministri dell’Interno dell’Unione europea. «Noi eserciteremo pressione sulla Grecia affinché faccia i suoi compiti» ha detto il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière, al suo ingresso alla riunione. «Vedremo a che risultati si arriverà nelle prossime settimane. Vogliamo mantenere Schengen» ha detto Maizière. «Vogliamo soluzioni comuni europee, ma il tempo stringe». La tensione è alta, le ipotesi sul tavolo numerose. Ci sarebbe in primo luogo la proposta informale, formulata da Italia e Germania, di “blindare” Schengen introducendo la norma in base alla quale per bloccare l’accordo sulla libera circolazione delle persone e delle merci occorrerà il sì di tutti i Paesi coinvolti, 226 in tutto. Dunque lo Stato che vuole ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere dovrà concordare l’iniziativa con gli altri Paesi: si creerà in questo modo un tavolo di coordinamento per evitare iniziative estemporanee che mettano in difficoltà agli partner e facciano saltare il sistema. Alla proposta si oppongono gli Stati del Nord Europa che sostengono la linea più dura, come ad esempio l’Austria che di recente ha fissato unilateralmente un tetto limite agli ingressi.

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22 maggio 2019

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