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Lettera del Pontefice
ai vescovi cileni

· ​Al termine degli incontri in Vaticano ·

Nella serata di giovedì 17 maggio, Papa Francesco ha completato, nell’auletta dell’aula Paolo VI, l’ultimo dei quattro incontri tenuti con i 34 vescovi cileni. Lo ha comunicato la Sala stampa della Santa Sede che ha reso noto anche come, alla fine di questo periodo di discernimento e di incontro fraterno, il Pontefice abbia consegnato a ognuno dei presuli una lettera.

Nel testo il Papa ringrazia innanzitutto i «fratelli nell’episcopato» per avere accolto l’invito a fare insieme «un discernimento franco di fronte ai gravi fatti che hanno danneggiato la comunione ecclesiale e indebolito il lavoro della Chiesa in Cile negli ultimi anni». Francesco ricorda come «alla luce di questi eventi dolorosi rispetto agli abusi — di minori, di potere e di coscienza», questi incontri siano stati occasione per approfondire «la gravità» di tali fatti e «le tragiche conseguenze che hanno avuto in particolare per le vittime». Vittime alle quali, sottolinea, «io stesso ho chiesto di cuore perdono». Perdono a cui i presuli si sono uniti «in una sola volontà e con il fermo proposito di riparare i danni provocati».

In conclusione il Pontefice rinnova il grazie ai vescovi per «la piena disponibilità che ciascuno ha manifestato nell’aderire e collaborare in tutti quei cambiamenti e risoluzioni che dovremo porre in essere nel breve, medio e lungo termine, necessari per ristabilire la giustizia e la comunione ecclesiale». E, «dopo questi giorni di preghiera e riflessione», invita i presuli «a continuare nella costruzione di una Chiesa profetica, che sappia mettere al centro ciò che è importante: il servizio al suo Signore nell’affamato, nel carcerato, nel migrante e nell’abusato».

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