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Lettera ai giovani

· Quindicesima e sedicesima congregazione generale ·

Di fronte all’incapacità a riconoscere, accogliere e favorire la creatività femminile, occorre una coraggiosa e necessaria conversione culturale della Chiesa. E di nuovo l’attenzione alle donne è stata portata al centro della riflessione della sedicesima congregazione generale del sinodo dei vescovi, svoltasi giovedì mattina, 18 ottobre. Alla presenza di Papa Francesco, i 259 padri sinodali, sotto la presidenza del cardinale Tsarahazana, hanno ascoltato i quindici interventi programmati, gli otto uditori e il delegato fraterno Ilarione, metropolita di Volokolamsk, il quale ha detto tra l’altro che l’educazione cristiana della gioventù è uno dei progetti che gli ortodossi sono pronti a realizzare insieme ai cattolici.

Liam Marc O’Connor «Ragazza»

Facendo riferimento al ruolo della donna in America latina, un padre sinodale ha affermato che è possibile e doveroso accelerare i processi di lotta contro la cultura machista e il clericalismo per sviluppare il rispetto della donna e il riconoscimento dei suoi doni particolari, nonché la sua piena integrazione paritaria nella vita della società e della Chiesa. Da qui la questione se non sia anzi da prendere in esame la possibilità di un sinodo su questo tema. E un’altra proposta formulata nel corso del dibattito è stata quella dell’istituzione di un organismo curiale per i giovani composto da ragazzi e ragazze provenienti dai cinque continenti.

Sono state anche evocate alcune emergenze sociali, che colpiscono maggiormente i paesi in via di sviluppo ma che attraversano tutto il pianeta. Si è parlato così della corruzione, flagello che distrugge paesi e persone, e che è presente anche a livello scolastico. In questo senso occorre formare i cappellani e i catechisti per formare i giovani. Il futuro passa ovviamente anche attraverso l’educazione. È quindi emerso lo scandalo del traffico di esseri umani, le cui vittime devono essere sempre al centro della cura della Chiesa. Da qui l’impegno in vari progetti nel campo dell’educazione e dell’agricoltura per spingere i giovani a non abbandonare i loro paesi, rischiando così di cadere nella trappola della schiavitù.

Un altro padre sinodale ha raccontato che tanti ragazzi, invece di lasciare le loro terre, vengono attirati e sedotti dalla visione ingannatrice di poter diventare un giorno soldati dell’esercito nazionale con il desiderio di trovare un modo per arricchirsi o fare bottini. Un uditore, Djenaroum Djimtoloum, segretario della commissione episcopale dei giovani del Ciad, ha poi richiamato l’attenzione dei padri sinodali sui giovani che si abbandonano all’alcolismo, alla droga e alla prostituzione. E ha lanciato un grido di allarme, perché il banditismo guadagna terreno e i giovani stanno perdendo i punti di riferimento morali e spirituali.

Il pomeriggio precedente, mercoledì 17, sono stati 23 gli interventi dei padri sinodali, ai quali si sono aggiunti sette uditori. La quindicesima congregazione, alla presenza di Papa Francesco, ha visto la presenza di 250 padri, guidati dal presidente di turno, il cardinale Sako.

Dai contributi sulla definizione di una nuova pastorale è emerso l’invito a far riscoprire alle nuove generazioni la Bibbia come strumento principale per coniugare la grande visione della vita con i dettagli quotidiani. La pastorale, è stato detto, dovrebbe perseguire due obiettivi: provocare l’incontro del giovane con Cristo e aiutare il giovane a scoprire la volontà di Dio nella sua vita. Fondamentale è curare il primo annuncio. Un padre sinodale ha sottolineato come si debba maggiormente valorizzare l’accompagnamento post-sacramentale, poiché numerosi giovani abbandonano il loro impegno dopo i sacramenti dell’iniziazione. Così come molto utile sarebbe per le nuove generazioni il confronto con i tanti esempi di santità giovanile, come i recenti quattro martiri canonizzati: Teresio Olivelli, János Brenner, Anna Kolesárová e Veronica Antal.

Alcuni padri sinodali, ha spiegato il cardinale Baldisseri, hanno proposto di scrivere una lettera ai giovani di tutto il mondo. Con l’assenso del Papa è stata così costituita una commissione per la stesura di un testo che verrà sottoposto all’assemblea. La commissione conta quattro padri (il cardinale Nzapalainga, l’arcivescovo Fisher, e i vescovi Gobilliard e García), due uditori (Briana Regina Santiago e Anastasia Indrawan) e, come invitati, fratel Alois e don Michele Falabretti.

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06 dicembre 2019

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