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Punto
di partenza

· ​L’esortazione apostolica «Amoris laetitia» ·

Avendo partecipato alle due assemblee sinodali sulla famiglia, non vedevo l’ora di leggere Amoris laetitia. Volevo vedere come Papa Francesco aveva ripreso l’ultima relatio synodi e l’insieme degli scambi che avevamo avuto alla sua presenza nell’aula. Posso ora dire che la lettura dell’esortazione ha suscitato in me un’eco di quella gioia che il Papa evoca nel titolo. Più procedevo nella lettura del testo, più mi rallegravo del suo stile sapienziale, personale e concreto.

Quello che, nel documento finale del sinodo, era stato espresso in modo secco o impersonale è divenuto, nelle parole del Papa, un messaggio che eleva, interpella, incoraggia e stimola. Sono stato particolarmente lieto di scoprire il quarto capitolo, una riflessione sull’amore coniugale che riesce a combinare spiritualità e psicologia in un linguaggio che saprà raggiungere — ne sono certo — gli uomini e le donne di oggi. L’ottavo capitolo, che ha suscitato più dibattiti nel mio ambito, presenta una riflessione sottile che invita allo studio, all’approfondimento, alla creatività pastorale.

In un’intervista concessa a un giornale, ho affermato di vedere in questo testo il frutto di un processo sinodale ben riuscito. Ma non è il frutto definitivo. L’esortazione, più che un punto di arrivo, è un punto di partenza. Durante la celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, Papa Francesco ci ha ricordato che «il cammino sinodale inizia ascoltando il popolo» e «prosegue ascoltando i pastori» per culminare «nell’ascolto del vescovo di Roma». Stiamo dunque iniziando la terza tappa di questo cammino, l’ascolto del Pontefice. E il Papa nell’introduzione dell’esortazione ci ricorda che «la complessità delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali» e che «in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali» (nn. 2-3). Perciò, se in un primo tempo ho letto il testo a partire dalla mia esperienza di padre sinodale, ora comincio a leggerlo come pastore di una diocesi.

La mia diocesi, dalle dimensioni relativamente ridotte, è segnata dalla crescente secolarizzazione della nostra società, che comporta l’invecchiamento delle nostre parrocchie e la diminuzione delle nostre risorse economiche. Come accogliere l’esortazione in tale contesto? Come rispondere alle numerose sfide? Come assicurare che la grande saggezza che vi è espressa raggiunga le coppie che ne hanno tanto bisogno?

La prima sfida sarà di assicurare la lettura e l’assimilazione dell’esortazione da parte dei nostri sacerdoti e da quanti sono impegnati nelle attività pastorali. Fortunatamente, molti di loro vi troveranno la conferma dell’atteggiamento di accoglienza, di accompagnamento e di inclusione che praticano già nel loro ministero parrocchiale. Il fatto nuovo per noi sarà di avere a portata di mano un testo magisteriale che pone i fondamenti biblici, teologici e psicologici di un simile atteggiamento. Dovremo valutare le nostre azioni alla luce dei criteri presentati dal Papa.

Al di là dei nostri atteggiamenti personali, bisognerà anche studiare come animare comunità più capaci di annunciare e di vivere il Vangelo della famiglia. La mia intuizione è questa: bisognerà rivedere tutte le nostre attività pastorali alla luce del loro impatto sulla famiglia, in collegamento con la pastorale familiare. Con le nostre risorse limitate, difficilmente possiamo prevedere la creazione di nuovi progetti o servizi. Ma possiamo adattare i progetti e i servizi esistenti affinché siano più sensibili alle sfide sollevate dal sinodo e ratificate dal nostro Papa.

Rendo grazie a Dio per il cammino sinodale percorso e per Amoris laetitia. Affido a Dio la tappa che ora stiamo iniziando. Gli chiedo semplicemente di concederci di essere talmente abitati dalla gioia dell’amore da poter cantare allegramente mentre camminiamo.

di Paul-André Durocher
Arcivescovo metropolita di Gatineau

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20 giugno 2019

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