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L’esercito sudanese rovescia al Bashir

· ​Il presidente, da 30 anni alla guida del paese, agli arresti domiciliari ·

Omar al Bashir, il presidente che ha guidato il Sudan per gli ultimi 30 anni, non è più al potere. Nella notte fra mercoledì e giovedì la situazione, già instabile nel paese a seguito delle ripetute manifestazioni di piazza, è precipitata, con l’esercito che, dopo essersi schierato presso i palazzi istituzionali, ha annunciato la notizia delle dimissioni di al Bashir e la liberazione di tutti i prigionieri politici. Lo stesso al Bashir è agli arresti nella sua casa insieme con alcuni esponenti dei Fratelli musulmani, mentre sarebbero in corso consultazioni per la formazione di un governo di transizione. Secondo l’emittente Al Jazeera, l’esercito ha condotto in carcere il primo ministro, Mohamed Taher Ella; l’ex ministro della difesa, Abdul Rahim Mohammed Hussein; gli ex vicepresidenti, Ali Osman Mohamed Taha e Bakri Hassan Saleh, e l’assistente di Bashir, Ahmed Mohamed Harun, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra in Darfur. Sono state fermate o sono ricercate oltre 100 altre personalità governative. La transizione non è stata indolore: i feriti negli scontri che sono continuati nelle ultime ore sono centinaia e si stima che i morti possano essere oltre 50.

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18 ottobre 2019

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