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L’esempio dell’Albania

· Intervista a monsignor Mirdita alla vigilia del viaggio papale ·

«Credo che la sofferenza e le aspirazioni della nostra gente siano alla base della decisione del Papa di visitare il nostro Paese. Egli stesso ha menzionato in vari pronunciamenti la sofferenza del popolo albanese, la persecuzione religiosa sotto il regime ateo e la pacifica convivenza tra i vari gruppi religiosi».

Nel viale principale di Tirana i ritratti dei martiri della fede (Ansa)

Monsignor Rrok Mirdita, arcivescovo di Tiranë-Durrës, spiega così il significato della visita che domani, domenica, Francesco compirà in Albania, la prima in un Paese europeo. E aggiunge: «Il riscontro a livello politico di questa convivenza ha il suo valore importante, perché la presenza di persone appartenenti a varie confessioni religiose fra i responsabili della vita pubblica aiuta il mantenimento degli equilibri sociali. In tal senso l’Albania potrebbe rappresentare un buon esempio». «La nostra gente – sottolinea ancora il presule – vede Papa Francesco come una guida morale autorevolissima. Tutti ammirano la sua semplicità e coerenza, la capacità di parlare direttamente al cuore delle persone, la fermezza con la quale denuncia i mali del mondo di oggi, soprattutto il male della corruzione, che qui è un punto molto sensibile, la sua chiara presa di posizione dalla parte dei poveri, che sono maggioranza in terra albanese. La società civile si aspetta parole di incoraggiamento da parte del Papa, l’incisività delle sue raccomandazioni per i responsabili della vita politica, ma anche maggiore attenzione da parte comunità internazionale verso l’Albania, Paese uscito da una delle più feroci dittature d’Europa e che ha bisogno di aiuto. Tutti aspettano che l’incontro con Papa Francesco riaccenda la speranza».

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18 marzo 2019

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