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Les enfants de Belleville

· Il film ·

Akbar, sedici anni, ha ucciso la sua ragazza e ha provato a uccidersi. È in carcere e al compimento dei 18 anni può essere condannato a morte. Il più caro amico e la sorella chiedono al padre della ragazza di perdonarlo. Solo così Akbar potrà sfuggire alla condanna. Ma il padre è irremovibile: una vita per una vita, il sangue del colpevole per il sangue della vittima. È questa la legge del taglione, è questo ciò in cui lui, uomo pio e religioso, crede. È questo che prevede la giustizia del suo Paese. Ma è davvero così? È la legge di Allah che vuole la vendetta ed esclude il perdono? Asghar Farhadi, regista del bellissimo Una separazione , in Les enfants de Belleville (2004) entra nelle contraddizioni della società iraniana e nel dibattito civile e religioso di quel Paese. Si scopre che il sangue di una donna vale la metà di quello di un uomo, quindi Akbar non può essere ucciso se il padre della vittima non paga l’altra metà. Si racconta di uomini e di donne divise fra la legge del perdono e quella del taglione. «Allah è potente e misericordioso», ricorda nella moschea l’imam al padre che vuole vendetta. E insiste: «Misericordioso».

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