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L’eroismo quotidiano


L’eroismo quotidiano è una virtù quasi esclusivamente femminile ed è la virtù di cui sono più ricche le religiose. Leggete l’intervista a suor Alessandra Fumagalli che dirige l’ospedale italiano di Karak, a centosessanta chilometri da Amman, nell’area più povera del Paese. 

Un ospedale che è lì da settanta anni grazie all’impegno dei comboniani, in cui si curano i malati, ma si fa ancora di più: si proteggono le donne particolarmente fragili in una cultura arcaica come quella beduina, si coltiva il dialogo con i musulmani, si testimonia la fede nella quotidiana relazione con l’altro. Ci siamo chieste spesso, nel corso del nostro lavoro, come raggiungere queste protagoniste dell’eroismo quotidiano, queste donne che non hanno altro obiettivo che donare e testimoniare. Suor Alessandra Fumagalli è sicuramente una di loro. Sappiamo che ce ne sono molte altre in terre lontane, negli ospedali, nelle scuole, fra gli anziani, fra le donne maltrattate dove il lavoro è duro, la loro fede non è facilmente accettata. Vorremmo sentire molte altre voci perché siamo sicure che hanno molto da insegnare ai credenti e ai non credenti. Oggi è forte la speranza che Papa Francesco sappia riconoscerle e riconoscere il loro dono più di quanto la Chiesa abbia fatto in passato. Lui che viene da un Paese «alla fine del mondo» forse più di altri può comprendere chi ai confini di quel mondo è rimasto per continuare nel dono. Sono soprattutto donne, lavoratrici infaticabili, organizzatrici perfette, missionarie resistenti alle difficoltà, testimoni della fede e protagoniste del dialogo. Sono loro che testimoniano nel quotidiano, spesso senza riconoscimenti, quel Dio «che ama come una madre» che Papa Francesco ha voluto ricordare nell’Angelus dell’11 giugno scorso. Loro sono madri non solo di chi è in difficoltà, di chi è malato e di chi soffre, ma anche di chi è “altro” da loro. È l’infinitezza dell’amore la loro testimonianza di fede. (r.a.)

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10 dicembre 2019

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