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L’eredità del passato

· Chiesto dall’Onu un tribunale internazionale sui crimini del conflitto civile nello Sri Lanka ·

L'Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti umani ha reso noto ieri un rapporto sugli abusi commessi durante il conflitto civile nello Sri Lanka, che tra il 1983 e il 2009 fece almeno 100.000 vittime. 

Un momento della conferenza a Ginevra per l’istituzione del tribunale internazionale per lo Sri Lanka (Afp)

Segnalando che sia le forze governative sia i guerriglieri tamil si sono macchiati di crimini di guerra, l’organismo internazionale con sede a Ginevra ha chiesto che i responsabili siano individuati e giudicati da un tribunale internazionale. Una struttura simile a quella che in Cambogia sta giudicando alcuni gerarchi degli Khmer rossi superstiti e facendo luce sui crimini operati dal regime di Pol Pot tra il 1975 e il 1979.

Nel documento, di oltre duecento pagine, si raccomandano una serie di misure, tra cui la rimozione dall’incarico di tutti i militari, poliziotti e ogni altro ufficiale o funzionario per cui ci «siano ragionevoli possibilità che sia stato coinvolto in violazioni dei diritti umani» durante il conflitto. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha confermato in un messaggio come sia «cruciale che non vada sprecata questa opportunità storica per un cambiamento reale e fondamentale». Il rapporto dell’Onu è infatti una risposta alla volontà espressa sabato scorso dalle autorità del Paese del sudest asiatico di volere istituire a breve una Commissione per la verità e la riconciliazione sul modello sudafricano, per fare luce su quanto accaduto durante il trentennale conflitto civile.

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20 luglio 2019

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