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L’erba cattiva di Wimbledon

· L’ex tennista ebrea Angela Buxton accusa l’All England Club di antisemitismo ·

Anche nel torneo di tennis di Wimbledon si specchia la tradizione, di cui gli inglesi vanno tanto orgogliosi. Quest’anno, per giunta proprio nel giorno della finale femminile, il 13 luglio, sulla tradizione grava un’ombra che certo non farà piacere agli addetti ai lavori. La prima pagina del «Times» infatti dà risalto all’accusa di antisemitismo che l’ottantaquattrenne ebrea Angela Buxton ha rivolto all’All England Club: dopo 63 anni non ha ancora ricevuto il doveroso riconoscimento della membership che spetta al tennista, o alla tennista, che ha vinto Wimbledon. Lei, appunto, si aggiudicò il titolo nel doppio, nel 1956, giocato con Althea Gibson, la prima donna americana di colore a partecipare a un torneo di tennis e, per giunta, a vincerlo.

La tennista Angela Buxton

All’epoca, un giornale inglese — ricorda il «Times» — fece un titolo a dir poco inquietante: «Hanno vinto le minoranze». Destini diversi hanno avuto le due giocatrici. Mentre alla Gibson è stato accordato l’onore di una statua a Flushing Meadows, a New York, dove si gioca uno dei tornei di tennis più importanti del mondo, la Buxton è ancora in fila di attesa, per un riconoscimento che, come lei stessa ha detto in un’intervista al giornale londinese, «potrebbe non venire mai». Senza mezzi termini, la tennista, che in quello stesso anno perse la finale del singolo contro l’americana Shirley Fry, nell’intervista ha dichiarato: «Il fatto che ancora non mi abbiano riconosciuto la membership rappresenta un infelice esempio di come i britannici trattano gli ebrei in questo Paese. Fatti come questi — si legge sempre nell’intervista — finiscono per esacerbare i sentimenti nei riguardi degli ebrei».

Più volte la Buxton ha inoltrato all’All England Club la richiesta per ottenere lo status di membership: l’ultima volta è stato nel 1988. Al riguardo la tennista ha sottolineato che nel respingere la sua domanda le autorità competenti le hanno detto che «lei era stata ricollocata alla fine della fila». I tempi di attesa, insomma, invece di ridursi, si sono estesi.

Ricorda il «Times» che con i suoi circa cinquecento iscritti e con una waiting list di oltre mille aspiranti, l’All England Club è una delle istituzioni sportive più esclusive del mondo. A compensare la situazione, ci ha pensato il Last 8 Club a Wimbledon, che già da tempo annovera tra i suoi membri Angela Buxton. Una portavoce del celeberrimo torneo sull’erba, sempre citata dal «Times», ha affermato: «Mentre il processo decisionale sulla membership da parte dell’All England Club è una questione di carattere privato, noi come responsabili e organizzatori del torneo respingiamo ogni traccia o sfumatura che possa far pensare che la razza o la religione siano un peso o un condizionamento». (gabriele nicolò

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