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L'era delle donne

· ​Nelle riflessioni di Massimo Lapponi, sacerdote benedettino ·

È pieno di spunti di riflessione nuovi e interessanti il libro di Massimo Lapponi, sacerdote benedettino dell’abbazia di Farfa. Eppure il titolo, affascinante ma generico La luce splende nelle tenebre (Ariccia, Aracne, 2014, pagine 732, 32 euro) e la mole del volume non aiutano a trovare nell’abbondanza dei pensieri esposti una linea di lettura. 

 Sarebbe stato meglio dividerlo in più volumetti, che avrebbero valorizzato l’originalità di un pensiero che fa toccare con mano come il punto di vista cristiano, quando è interpretato con rigore e libertà, possa essere culturalmente ricco e rivoluzionario. Due assaggi fra i mille che il volume offre: l’osservazione che il diavolo, per tentare gli esseri umani e portarli lontani dal vero bene, deve usare i beni che esistono, che Dio ha creato, e che quindi sono veri. E quindi corre il rischio che, attraverso il contatto con questi beni, la preda gli sfugga. Lapponi fa l’esempio dei casi di sesso degradato, che però si aprono pur sempre a una possibilità di affetto, se non di amore, che può aprire le porte alla ricerca dell’amore più grande, quello di Dio. Quindi, anche l’essere umano che sta seguendo la strada di tentazione propostagli dal diavolo può, in realtà, trovare la strada della salvezza. L’altro pensiero nuovo che Lapponi propone è relativo alla costruzione dell’identità femminile, in quella che viene chiamata “l’era delle donne”. Oggi le donne si offendono se vengono definite attraverso la loro dignità di spose e di madri: sospettano subito l’inganno e il tentativo di riportarle a uno stato di sottomissione. Ma questo non succederebbe se anche gli uomini fossero definiti dal loro status di mariti e padri: sono gli uomini — osserva Lapponi — che, cercando di impadronirsi del mondo attraverso il potere e la scienza, hanno scelto di definirsi solo attraverso i ruoli pubblici e di potere. Non ci dobbiamo stupire, quindi, se le donne oggi cercano di fare la stessa cosa. Sono questi solo due piccoli esempi di pensiero originale che offre la lettura del libro di Massimo Lapponi, a chi ha il coraggio di affrontare la mole un po’ disordinata degli scritti.

di Lucetta Scaraffia

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14 ottobre 2019

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