Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’epoca
dell’amore

· ​Nel vivo i lavori della cattedra ecumenica a Loppiano ·

Con un ciclo di lezioni, dal 5 al 27 marzo, è entrata nel vivo all’Istituto universitario Sophia di Loppiano, in provincia di Firenze, l’attività della Cattedra ecumenica internazionale Patriarca Athenagoras - Chiara Lubich, inaugurata il 14 dicembre con i messaggi di augurio e di sprone inviati da Papa Francesco e dal patriarca ecumenico Bartolomeo. Co-titolari della cattedra, dedicata a «L’ecclesiologia della Chiesa ortodossa e il cammino del dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica», sono Maximos Vgenopoulos, metropolita di Selyvria, e Piero Coda, preside dell’Istituto universitario Sophia. Si tratta di un unicum nel panorama accademico e culturale internazionale e vede la luce a cinquant’anni (era il giugno 1967) dal primo incontro tra il patriarca di Costantinopoli Athenagoras e Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari. L’obiettivo è di rivisitare e attualizzare l’eredità di quell’incontro, secondo quanto il patriarca confidò allora a Chiara Lubich: «È una gran cosa conoscersi; siamo vissuti isolati, senza avere fratelli, senza avere sorelle, per molti secoli, come orfani. I primi dieci secoli del cristianesimo sono stati per i dogmi e per l’organizzazione della Chiesa. Nei dieci secoli seguenti abbiamo avuto gli scismi, la divisione. La terza epoca, questa, è quella dell’amore».
Nel saluto di apertura pronunciato il 5 marzo, Coda, richiamandosi alla metodologia specifica del cammino di studio e di vita dell’istituto basata sull’impegno a vivere l’amore reciproco secondo il comandamento nuovo di Gesù, ha affermato: «Vogliamo prepararci con competenza e con stupore a essere servitori e testimoni di un ecumenismo che scaturisce dall’amore della santissima Trinità, principio, forma e meta di ogni unità nella ricchezza e bellezza della diversità. Solo così possiamo ricevere scambievolmente i doni che gli uni offrono agli altri, attingendo ai tesori inestimabili di grazia custoditi dalle tradizioni delle nostre Chiese. Solo così — ha sottolineato — possiamo colmare con l’amore le distanze che ancora ci separano, possiamo arricchirci vicendevolmente e giungere con la grazia di Dio alla piena e visibile unità».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

25 giugno 2018

NOTIZIE CORRELATE