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L'epidemia greca  contagia i bilanci europei

· Asse Washington-Berlino per accelerare gli aiuti ad Atene ·

Corsa contro il tempo per evitare il default greco e lo scatenarsi di una crisi sistemica in Europa. Mentre Stati Uniti e Germania chiedono un aiuto tempestivo per Atene, prende corpo l'ipotesi di un piano congiunto Bce-Fmi da 120 miliardi in tre anni. «Non possiamo permetterci un'altra Lehman», ha detto il cancelliere tedesco, Angela Merkel. E intanto, dopo il Portogallo, Standard&Poor's ha declassato anche il rating della Spagna. L'epidemia greca non risparmia nessuno.

La crisi è stata l'argomento centrale del colloquio tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il cancelliere Merkel. I due leader si sono trovati d’accordo nel chiedere al Governo Papandreou azioni decise e l’intervento tempestivo del Fondo monetario internazionale e dell’Unione euopea. E proprio da Berlino, ieri, sono arrivati i segnali più incoraggianti: in un incontro con il direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn, i vertici tedeschi avrebbero concordato un piano da 100-120 miliardi di euro. L'obiettivo è quello di ridurre la dipendenza del Paese dai mercati, e sono in molti a parlare di un possibile aumento degli aiuti fino alla cifra di 135 milioni. «I negoziati debbono subire un'accelerazione», ha detto Merkel. «Speriamo che possano essere completati nei prossimi giorni». C'è solo una conditio sine qua non — dice il cancelliere — «che la Grecia sia pronta a varare e attuare un ambizioso piano di risanamento del debito». Sulla stessa linea il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che ammette: «La situazione è difficile e la rapidità delle decisioni è assolutamente essenziale». L'Fmi, la Commissione europea e la Bce stanno cercando di trovare un accordo con il Governo greco per varare un piano per ridurre il deficit, attualmente pari al 13,6 per cento del pil. Ma le misure nel dettaglio non sono ancora conosciute.

Intanto l'Esecutivo greco, come annunciato dal ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, lunedì presenterà in parlamento il provvedimento per l’erogazione di prestiti bilaterali per 8,4 miliardi nel 2010. «Quegli speculatori che adesso scommettono contro l’Europa e contro la nostra moneta unica — ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle — perderanno molto denaro». La priorità del Governo tedesco, ha sottolineato, è «proteggere l’euro e con ciò l’Europa». Se la Grecia fallisse i danni sarebbero incalcolabili. Gli effetti — ha spiegato Axel Weber, presidente della Banca centrale tedesca — potrebbero travolgere molti altri Stati. Tuttavia, ha aggiunto, «un’espulsione della Grecia dall’unione monetaria non è giuridicamente possibile».

Dopo il Portogallo, anche la Spagna inizia a temere un contagio greco, con la decisione di Standard&Poor's di degradare da aa+ ad aa il rating del debito di Madrid. L’annuncio ha provocato in pochi minuti un tuffo del meno 2,9 per cento dell’indice della Borsa. Il timore è che la mossa di Standard&Poor's possa essere il primo segnale di un effetto domino speculativo che porti a un attacco alla greca anche contro la Spagna. Il Governo ha subito lanciato diversi appelli ai cittadini a mantenere la calma, assicurando di aver varato un piano di consolidamento fiscale e di riduzione fiscale molto serio.

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