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L'entusiasmo dei concittadini di Papa Pecci

Non bastavano le transenne a contenere la gente che assiepava le irte strade di Carpineto Romano al passaggio di Benedetto XVI, domenica mattina 5 settembre. I fedeli erano affacciati alle finestre, stipati sui balconi e sui piccoli rialzi del terreno per salutare il Papa che ha visitato la località sui monti Lepini per rendere omaggio a colui che ha gettato le basi del primo nucleo della dottrina sociale della Chiesa: Leone XIII. L'occasione è stata il bicentenario della nascita di Papa Pecci, avvenuta a Carpineto nel palazzo di famiglia, il 2 marzo 1810.

L'incontro con la popolazione è avvenuto nella piazza principale, nel Largo dei monti Lepini. Benedetto XVI è stato accolto dal vescovo di Anagni-Alatri, monsignor Lorenzo Loppa, il quale ha ricordato le precedenti visite di Paolo VI, nel 1966, per i 75 anni della Rerum Novarum , e di Giovanni Paolo II, nel 1991, nel centesimo anniversario della stessa enciclica. «I volti di tutti parlano da soli — ha detto il presule — dicono la nostra felicità di poterla accogliere qui a Carpineto Romano, nella patria di Leone XIII. Dicono la nostra gioia di poter incontrare il successore di Pietro per essere confermati nella fede e ricevere in dono una speranza più solida». Papa Pecci, ha aggiunto monsignor Loppa, «fu un pastore intrepido, che si studiò di andare incontro al “nuovo” che avanzava, e alla modernità che bussava alla porta, senza pronunciare anatemi, ma con fermezza di principi, con chiarezza di pensiero e, soprattutto, con una buona dose di mansuetudine verso la società del suo tempo, un mondo in tumultuosa trasformazione». Anche il sindaco Quirino Briganti ha rivolto parole di benvenuto al Pontefice, sottolineando il legame tra la località e Papa Pecci. «Fu un grande — ha detto il sindaco — che non dimenticherà mai la sua terra con le sorgenti alpestri e le vette, tutte scalate negli anni della gioventù. Sui Lepini incontrò il mondo arcadico dove contadini e pastori raccontavano da secoli la loro dignitosa povertà, forse, ispiratrice dei principi della sua enciclica più famosa». Poi, ricordando il magistero di Leone XIII, il primo cittadino ha sottolineato come «la forza innovatrice e precorritrice dei tempi del magistero di Papa Pecci giunge intatta nel terzo millennio. Era ferma in lui la lungimirante convinzione che il cammino ecumenico può contribuire ad apportare la pace tra gli uomini».

Dopo i saluti, Benedetto XVI ha presieduto la concelebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato il cardinale Agostino Vallini, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, diciotto vescovi e numerosi sacerdoti della diocesi. Al termine della messa, il Pontefice ha reso omaggio all'immagine dell'Immacolata — patrona di Carpineto — posta sul palco dove si è svolta la celebrazione. In occasione della visita, Benedetto XVI indossava la croce pettorale in oro e paste vitree che Leone XIII aveva ricevuto in omaggio da un anonimo offerente. Papa Pecci, a sua volta, l'aveva regalata a monsignor Giuseppe Sarto, allora vescovo di Mantova, il quale eletto Papa nel 1903, portò con sé in Vaticano la croce pettorale.

La parrocchia di Carpineto e la diocesi hanno donato a Benedetto XVI una medaglia in oro raffigurante sul recto l'immagine di Leone XIII con la scritta «Anno bicentenario 1810-2010» e sul verso la collegiata del Sacro Cuore. Completa il dono una targa dove è inciso: «In segno di devozione filiale la diocesi di Anagni-Alatri». Il comune ha regalato una medaglia in argento con sul recto il logo del bicentenario e sul verso lo stemma di Papa Pecci.

È raro che una località sia stata più intimamente legata alla memoria di un Papa come Carpineto Romano. Tutto qui ricorda la presenza di Leone XIII: dal palazzo dove è nato, alla parrocchia dove è stato battezzato, alla collegiata da lui beneficata. Nel corso del suo pontificato vennero realizzate una serie di opere sociali ispirate al suo magistero: l'asilo per l'infanzia, la scuola femminile, l'ospizio per anziani e l'ospedale civico. Le encicliche di Papa Pecci sul rosario trovarono nei fedeli di Carpineto un'accoglienza entusiasta. Anche oggi, come conferma il parroco, nelle famiglie alla sera si recita il rosario. Il Pontefice realizzò anche alcune importanti opere pubbliche a favore della popolazione, a cominciare dall'illuminazione cittadina con gas acetilene — a quel tempo rese il paese uno dei primi in Italia ad averla — fino alla distribuzione dell'acqua potabile proveniente dal monte Carpino. Per commemorare l'arrivo della preziosa acqua, Papa Pecci fece costruire due artistiche fontane dallo scultore siciliano Tripisciano. In riconoscenza a tanti benefici, i concittadini di Leone XIII vollero fissare nella memoria pubblica quanto ricevuto in dono e provvidero ad apporre lapidi, la croce sul monte Capreo, la statua marmorea in suo onore all'interno della collegiata.

Il primo incontro di Benedetto XVI con gli abitanti di Carpineto Romano si era svolto nel campo sportivo «Galeotti», dove era atterrato l'elicottero proveniente da Castel Gandolfo. Accompagnavano il Papa gli arcivescovi Fernando Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, il vescovo Paolo De Nicolò, reggente della prefettura della Casa Pontificia, monsignor Georg Gänswein, segretario particolare del Pontefice, Patrizio Polisca, medico personale, il passionista Ciro Benedettini, vice direttore della Sala Stampa della Santa Sede, e il direttore del nostro giornale.

Ad attendere il Pontefice erano l'arcivescovo Giuseppe Bertello, nunzio apostolico in Italia, il vescovo di Anagni-Alatri, don Giuseppe Ghirelli, parroco di Carpineto. Tra le autorità Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, Antonio Zanardi Landi, ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, Quirino Briganti, sindaco di Carpineto, Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma.

Al termine della celebrazione, il Pontefice ha fatto ritorno in elicottero a Castel Gandolfo.

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