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L'eloquenza di Lotto

· ​Per la prima volta in mostra tutti i capolavori ·

«Madonna col Bambino e due committenti» (1534, particolare)

Fu Bernard Berenson a mettere in luce per primo l’unicità artistica di Lorenzo Lotto riconoscendone il valore tra i grandi del Rinascimento. «Lotto mi parla con una immediatezza assai maggiore di quanto mi accada con qualsiasi altro artista» scriveva, nel 1895, l’insigne storico dell’arte. E Lotto continua a parlare con persuasiva eloquenza pittorica ancora oggi, affascinando critici e pubblico. Come testimonia la mostra Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche. Luoghi, tempi e persone, a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo, apertasi il 19 ottobre al Palazzo Buonaccorsi di Macerata. Per la prima volta sono esposti tutti i capolavori dell’artista che, nato a Venezia, scelse poi le Marche come terra d’elezione: in questa regione infatti dispiegò e maturò la sua visione pittorica, destinata a esercitare una significativa influenza sui pittori dell’epoca.
Esiste un prima e un dopo a questa mostra, che si conclude il 10 febbraio. Lo scorso 30 settembre infatti si è conclusa una rassegna, al Prado di Madrid, dedicata ai suoi ritratti, i quali rappresentano il fulcro di un’altra esposizione, inaugurata il 5 novembre alla National Gallery di Londra. E dopo il 10 febbraio la mostra a Palazzo Buonaccorsi si farà itinerante, perché i capolavori dell’artista faranno tappa in chiese e musei, attraversando Recanati, Monte San Giusto, Cingoli, Mogliano, Loreto, Jesi, Osimo, Ancona e Urbino.
Non è un itinerario casuale, bensì mirato, perché permette di seguire il filo conduttore che ha ispirato la pittura di Lotto, che dal meraviglioso paesaggio marchigiano ha anzitutto attinto i colori, le morbidezze e le peculiari sfumature.
Tra le opere esposte figurano Venere adornata dalle Grazie, di collezione privata; San Cristoforo e San Sebastiano (due pannelli di un polittico andato disperso che l’artista aveva realizzato per la chiesa di Castelpiano, vicino a Jesi e ora custoditi alla Gemäldegalerie di Berlino; Cristo conduce gli apostoli al Monte Tabor, proveniente dall’Ermitage di San Pietroburgo; il Battesimo di Cristo e Cristo e l’adultera, entrambi conservati nel museo pontificio della Santa Casa di Loreto, e il Polittico di san Domenico, custodito nei musei civici Villa Colloredo Mels, a Recanati.

di Gabriele Nicolò

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21 novembre 2019

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