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L’egumena e l’agricoltura bio

Le guide già ne parlano. E così le delizie prodotte dalle monache di clausura del monastero ortodosso di Solan (in Francia), fautrici dell’agricoltura biologica, sono sempre più ricercate. Marmellate, miele e vini dagli inequivocabili nomi — Mon bien-aimé avait une vigne e Saint-Jean-Bouche-d’Or — da degustare recitando il Cantico dei cantici. Recentemente però la rivista francese «Témoignage chrétien», con un servizio di Laurence Desjoyaux, è andata un po’ più a fondo dell’esperienza. «Non siamo qui per fare dell’agricoltura biologica — ha spiegato madre Hylandia, l’egumena del monastero — siamo qui per trovare Dio».

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16 dicembre 2019

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