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Leggiamo i giornali per imparare a pensare

· Il cardinale Bertone ha incontrato i ragazzi de «Il Quotidiano in Classe» ·

I ricordi personali offrono l'occasione per sfatare qualche luogo comune: «Lo sapevate che fu Prospero Lambertini, Papa Benedetto XIV, ad ammettere una donna tra i professori dell'università di Bologna? La rivoluzione francese, invece, ha cacciato le donne dagli atenei». Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, sta parlando alla delegazione dell'Osservatorio Permanente Giovani-Editori che è venuta a incontrarlo, in Vaticano, mercoledì 9 maggio: cinquanta ragazzi, accompagnati da una decina di insegnanti e un piccolo gruppo di giornalisti in rappresentanza degli oltre due milioni di giovani e quarantaquattromila insegnanti che partecipano al progetto italiano «Il Quotidiano in Classe». «Studiare sui libri di scuola non basta — ha detto Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, introducendo il tema dell’incontro —  i ragazzi devono imparare a leggere in modo non superficiale i giornali, e, quando serve, anche a diffidare di ciò che viene diffuso dai media».  Interviene Daniela, da Monza: che chiede se l’informazione digitale cambia i contenuti che veicola.  «I nuovi media non devono essere demonizzati o sottovalutati, ma Wikipedia è piena di errori e la lettura su un video è più volatile, e rischia di essere più superficiale di quella tradizionale, di non lasciare traccia una durevole. I libri devono essere assimilati, meditati e metabolizzati; in questi giorni sto rileggendo per l’ennesima volta  Il cardinale di Henry Morton Robinson e le opere di Bonaventura Tecchi. A casa nostra il giornale non mancava mai; mio padre era l'unico abbonato a “L’Osservatore” di Romano Canavese. Lo leggeva insieme ad altri militanti dell’Azione Cattolica; ricordo ancora il suo archivio a casa. Adesso leggo i principali giornali italiani prima di colazione e la rassegna stampa dei quotidiani e dei periodici, anche su i-pad, ma preferisco la versione su carta, a metà mattina; la sera leggo gli editoriali più interessanti e ascolto “Prima di domani” su Radio1».

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19 settembre 2019

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