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Legge e vita
al servizio del Vangelo

· Presentata l’istruzione Cor orans sulla vita comtemplativa ·

Sobrietà e discrezione nell’uso dei mezzi di comunicazione per salvaguardare il raccoglimento e il silenzio: sarà compito del capitolo conventuale «stabilire la modalità di utilizzo di questi mezzi», chiedendo alle monache «maturità di giudizio e capacità di discernimento, e soprattutto amore alla propria vocazione contemplativa». È uno dei punti principali della nuova istruzione Cor orans della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. L’ha presentata martedì mattina, 15 maggio, nella Sala stampa della Santa Sede, l’arcivescovo segretario José Rodríguez Carballo, insieme con il sotto-segretario, il cistercense Sebastiano Paciolla.

Il nuovo documento sulla vita contemplativa, ha spiegato il presule, è nato con l’intento di indicare alcune linee applicative della costituzione apostolica di Papa Francesco Vultum Dei quaerere, del 29 giugno 2016. Il testo, in particolare, precisa che l’autonomia giuridica riconosciuta a ogni monastero sui iuris deve «presupporre una reale autonomia di vita», cioè la capacità «di gestire la vita del monastero in tutte le sue dimensioni: vocazionale, formativa, governativa, relazionale, liturgica, economica». Si tratta di una precisazione fondamentale, che «rende ragione di alcuni importanti passaggi successivi dell’istruzione, volti proprio a garantire che i monasteri sui iuris vivano una vita significativa, che possa essere realmente di esempio al popolo di Dio». Infatti, ha sottolineato l’arcivescovo, il dicastero «ha dovuto più volte constatare con rammarico l’esistenza di monasteri non più in grado di portare avanti una vita dignitosa, senza che ci fosse una legislazione che dicesse quando e come intervenire al riguardo». L’aver colmato questa lacuna legislativa, ha detto, è sicuramente «uno dei punti più importanti e più attesi dell’istruzione».

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