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L’Egeo si prende altre vite

· ​Decine di bambini, donne e uomini profughi vittime di nuovi tragici naufragi ·

Nuove tragedie hanno segnato nel fine settimana nell’Egeo l’ininterrotto flusso di profughi e migranti che cercano di trovare in Europa scampo da guerre, persecuzioni e fame. 

Profughi siriani arrivati sull’isola di Lesbos (Afp)

Decine di persone, compresi ancora una volta numerosi bambini, sono morte in due naufragi. Davanti all’isola greca di Samos è affondata un’imbarcazione con a bordo una trentina di persone. Le vittime accertate sono sei bambini, compresi quattro neonati, e cinque donne. Dieci corpi sono stati recuperati dai sommozzatori nella cabina dell’imbarcazione, adagiata sul fondale a tre metri di profondità, mentre quello di una ragazza è stato trovato più tardi sulla spiaggia. Quindici persone sono state tratte in salvo, ma ci sarebbero almeno due dispersi. Al largo dell’isola di Farmakonisi, una nave ha recuperato due cadaveri e tratto in salvo tre persone, che hanno raccontato di aver viaggiato su di una barca con quindici persone a bordo colata a picco in acque turche. I morti potrebbero così essere almeno dodici.

Nel mese d’ottobre, proprio sulle coste greche c’è stata la quasi totalità dei 218.394 sbarchi di profughi e migranti — tutti fuorché ottomila — comunicati questa mattina dall’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati. E il flusso non s’interrompe. Oggi ci sono stati decine di sbarchi nell’isola greca di Lesbos.

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