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L’Egeo inghiotte altre vite

· ​Ancora vittime tra profughi e migranti sulla rotta dalla Turchia alla Grecia ·

I corpi di cinque persone sono stati trovati oggi al largo dell’isola di Samo, sulla rotta percorsa dai profughi e migranti che giungono dalla vicina Turchia. Lo riferiscono le autorità greche. 

Rifugiati siriani salvati nel Mar Egeo giunti sfiniti nel porto  dell’isola greca di Agathonisi (Afp)

Si tratta di due uomini e di tre donne, mentre la guardia costiera sta cercando di recuperare una sesta persona dalle acque agitate del mare. Non è stata individuata al momento nessuna imbarcazione.

L’Egeo continua dunque a inghiottire vittime innocenti. Ieri altri sei bambini migranti che viaggiavano su gommoni naufragati fra la costa turca e le isole greche sono morti: è il tragico bilancio di un’altra giornata di flusso migratorio dal travagliato Medio oriente all’Europa, che non rallenta nemmeno nelle proibitive condizioni invernali. Un bilancio aggravato dal ritrovamento del cadavere di un neonato su un barcone con a bordo altre 63 persone giunte in salvo nella minuscola isola di Farmakonissi, nel Dodecaneso. Fra la costa turca e l’isola greca di Lesbo, nell’Egeo nord-orientale, è affondata un’imbarcazione che trasportava tredici persone. L’intervento della guardia costiera turca e di barche da pesca ha permesso di salvare nove di loro e anche di recuperare quattro cadaveri, tre dei quali di bambini, riaffiorati in superficie. Si allunga ancora, dunque, il tragico conteggio dei morti nell’Egeo, ormai quasi mille da metà dello scorso anno, secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). 

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23 maggio 2019

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