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Affiliato all’Is l’attentatore di Parigi

· Era schedato il ceceno che ha ucciso un giovane e ferito altre persone ·

È stato diffuso ieri sera il video del presunto giuramento di fedeltà al sedicente stato islamico di Khamzat Azimov, l’uomo che ha accoltellato a morte un ventinovenne sabato sera a Parigi e ferito in modo più o meno grave nove persone. Si tratta di un ceceno che, giunto in Francia diversi anni fa, si è visto riconoscere lo status di rifugiato e poi la nazionalità francese nel 2010.

Investigatori sul luogo dell’attentato di sabato sera a Parigi (Ap)

A 21 anni, Azimov era incensurato ma ben noto ai servizi, che lo avevano localizzato nel quartiere difficile di Elsau, a Strasburgo. Nato ad Argun, in Cecenia, frequentava esuli ceceni e un gruppo di giovani con velleità di andare a combattere in Siria. Non era un capo, e nemmeno uno dei più convinti ma per i suoi contatti dal 2016 era schedato con la sigla «S», che indica il rischio radicalizzazione. L’anno scorso è stato fermato e interrogato. Gli 007 appurarono soltanto la frequentazione con altri ceceni della forte comunità strasburghese.

La polizia ha posto in stato di fermo i genitori di Azimov, presso i quali il ventinovenne viveva nel diciottesimo arrondissement di Parigi, dopo diversi anni trascorsi dalla famiglia a Strasburgo. Qui è stato parallelamente fermato un coetaneo del terrorista, anch’egli sospettato di jihadismo e presentato come il miglior amico di Azimov. Al domicilio familiare parigino del terrorista non sarebbero stati finora trovati «elementi incriminanti», secondo fonti d’inchiesta riprese dalla stampa francese. L’inchiesta cerca ancora di appurare eventuali complicità, mentre il mondo politico riapre il dibattito sul grado di sorveglianza degli schedati e sulle condizioni di ottenimento delle naturalizzazioni. Per il presidente Emmanuel Macron, «la Francia paga un’altra volta un prezzo di sangue, ma non cede nulla ai nemici della libertà».

L’azione contro i passanti è cominciata appena Khamzat è uscito dalla metropolitana all’Opera, e si è diretto verso la rue Monsigny.

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22 agosto 2019

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