Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Legate
a filo doppio

· Libertà e giustizia ·

Dal 13 al 15 gennaio i superiori della Congregazione per la dottrina della fede e i presidenti delle Commissioni dottrinali delle Conferenze episcopali europee si sono riuniti a Esztergom, in Ungheria. L’incontro si è inserito nella serie di confronti periodici a livello continentale che dal 1982 vengono organizzati per rafforzare la collaborazione fra tali organismi.

Antonio Canova, «La giustizia» (1792)

Il tema del collegamento della giustizia con la libertà si cristallizza in un trattato di Guglielmo, abate di Saint-Thierry, in cui l’autore afferma che «dove c’è costrizione, non c’è più libertà; e dove non c’è libertà, non c’è nemmeno giustizia», ha sostenuto nella sua relazione il cardinale arcivescovo di Esztergom-Budapest, primate di Ungheria, presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa, Péter Erdő. In questo senso, aggiunge, la libertà si colloca nel contesto di una giustizia oggettiva e di beni oggettivi e riconoscibili. La libertà di scelta quindi ha per scopo e giustificazione il fatto che esistono beni oggettivi, riconoscibili per tutti, che l’essere umano deve accogliere liberamente secondo la sua dignità. Al Concilio Vaticano II, durante la preparazione della dichiarazione Dignitatis humanae, si arrivò alla precisazione della differenza tra l’obbligo morale di ogni persona a cercare la verità e, una volta trovatala, ad aderirvi, e la libertà, sotto l’aspetto giuridico, di abbracciare una certa religione o meno. La base di questa libertà di fronte allo Stato e alla società non è il pensiero secondo il quale ogni visione del mondo e ogni religione siano dello stesso valore, ma il fatto che la persona umana possiede il diritto di accettare liberamente o meno una religione. Eppure, nella prospettiva della Dignitatis humanae la libertà religiosa ha dei presupposti che oggi stanno diventando sempre più problematici.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE