Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’educazione richiede
pace e sicurezza

· L’episcopato della Nigeria condanna i sanguinosi raid contro alcune scuole ·

Abuja, 22. «L’insensato massacro di studenti innocenti nelle loro scuole negli Stati nord-orientali di Borno, Adamawa e Yobe, è profondamente angosciante» e connota anche chiaramente come l’insicurezza sia una «sfida preoccupante per il sistema educativo del Paese». 

È quanto affermano i vescovi della Nigeria in un documento diffuso al termine della loro prima assemblea plenaria del 2014, dedicata appunto in gran parte ai temi dell’educazione.

La setta islamista Boko Haram ha, infatti, più volte commesso attacchi contro scuole e dormitori scolastici, uccidendo studenti e insegnanti. L’ultimo assalto a una scuola risale al 25 febbraio scorso, quando sono stati uccisi oltre quaranta studenti nel dormitorio del college statale di Buni-Yadi, nello Stato di Yobe, nel nord-est del Paese. Nel documento, che porta la firma del presidente e del segretario dell’episcopato, rispettivamente l’arcivescovo di Jos, Ignatius Ayau Kaigama, e il vescovo di Gboko, William Amoye Avenya, i presuli, mentre esprimono vicinanza e cordoglio alle famiglie degli studenti uccisi lamentano l’accresciuto clima di insicurezza e si rammaricano che, «nonostante gli sforzi delle agenzie di sicurezza, la vita e la proprietà in Nigeria sono ancora alla mercé di persone dalle intenzioni malvagie».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE