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Educazione prima di tutto

· Nella vita quotidiana alla fine del mondo antico ·

In una lettera scritta a Leta verso il 401, san Gerolamo indica i precetti da seguire nell’educazione di una bambina consacrata alla vita religiosa: giocando con lettere di bosso o di avorio imparerà facilmente a riconoscerle, una mano esperta dovrà guidarla nell’incidere lo stilo sulla tavoletta di cera, le prime parole da scrivere saranno i nomi dei profeti, dei patriarchi e degli apostoli. Leta, una delle pie donne del cenacolo fondato da Gerolamo durante la sua permanenza a Roma tra il 382 e il 385, riceve istruzioni dettagliate anche riguardo all’abbigliamento, meglio se di lana e non di seta, e al cibo, che deve essere a base di legumi, semola e piccoli pesci.

Ritratto funebre applicato a un sarcofago proveniente dall’area del Fayyum

Lo scrive Giovanni Cerro aggiungendo che come mostra questo esempio, la vita quotidiana nel mondo antico include aspetti molto vari, che vanno dall’educazione dei figli alle soluzioni abitative, dalla cura dell’aspetto fisico alle abitudini alimentari, dalla professione svolta ai divertimenti privati e pubblici. Ne offre una sintesi efficace e uno sguardo di lungo periodo, dal IV al VII secolo, il recente libro di Giorgio Ravegnani, docente di Storia medievale e di Storia dell’Italia bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia (La vita quotidiana alla fine del mondo antico, Bologna, Il Mulino, 2015, pagine 214, euro 14). Il mondo antico, afferma Ravegnani, non finisce nel 476 con la deposizione dell’imperatore Romolo Augustolo da parte di Odoacre: da un lato, molte strutture dell’impero romano d’Occidente continuano a sopravvivere; dall’altro, l’impero d’Oriente rimane stabile mantenendo fino al vii secolo la fisionomia conferitagli dalle riforme di Diocleziano. Oltre all’arrivo a più ondate dei barbari, la vera novità nella tarda antichità è il consolidarsi del cristianesimo, che modifica profondamente la percezione della vita terrena e dei rapporti sociali. Con l’editto di Costantino del 313, che concede la libertà di culto ai cristiani, inizia una nuova fase per il cristianesimo. Sul finire del secolo diventa religione di Stato alla quale tutti gli imperatori, a eccezione di Giuliano l’Apostata, aderiranno.

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23 maggio 2019

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