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Per l’educazione dei giovani

· L’opera del sacerdote scolopio spagnolo Faustino Míguez che sarà canonizzato il 15 ottobre ·

Un “uomo in uscita”, sempre aperto e attento a rispondere alla chiamata di Dio con una fedeltà e una disponibilità totali: è questo il profilo spirituale di Faustino Míguez, il sacerdote scolopio spagnolo che Papa Francesco canonizza domenica 15 ottobre, in piazza San Pietro.

Nacque il 25 marzo del 1931, a Xamirás, piccolo paese della Galizia, appartenente alla parrocchia di Acebedo del Río, in provincia e diocesi di Orense. Fu battezzato nella chiesa di San Jorge il giorno dopo la sua nascita e gli fu dato il nome di Manuel, Era il quarto figlio di Benito Míguez e di Maria González.

L’incontro con un sacerdote scolopio destò nel suo cuore la chiamata a essere apostolo dei bambini e dei giovani, e a diventare sacerdote e maestro. Manuel fu conquistato da Giuseppe Calasanzio e dalla sua opera.

Fece la professione dei voti solenni il 16 gennaio 1853. Seguì gli studi scientifici, filosofici e teologici della carriera scolopica e venne ordinato sacerdote il 19 marzo 1856. Terminato il periodo della formazione, fu inviato a novembre del 1857 alla prima fondazione scolopica a Guanabacoa (Cuba). Era il più giovane dei quattordici religiosi che formavano la comunità e appartenevano alle quattro province scolopiche della Spagna. Cuba ampliò l’orizzonte di Faustino, i confratelli lo aiutarono a conoscere meglio le scuole Pie. I nuovi usi e costumi gli fecero comprendere l’importanza del rispetto di altre realtà. Insegnò nel magistero, dove apprese anche l’utilità terapeutica delle piante e l’esperienza lo convinse dell’importanza della pratica nell’insegnamento. Queste due attività influirono in modo decisivo sulla sua vocazione scientifica e pedagogica.

Successivamente fu inviato in diverse comunità: Getafe, Celanova, Sanlúcar de Barrameda, El Escorial, Monforte de Lemos, di nuovo a Sanlúcar de Barrameda — dove fondò l’istituto Calasanzio Figlie della Divina Pastora — e infine a Getafe, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Faustino si dedicò per oltre cinquant’anni all’educazione. Insegnò latino, storia, algebra, retorica, geografia e storia, agricoltura, fisica e chimica, storia naturale, igiene, francese ed eccelse nell’insegnamento delle scienze naturali.

Nell’omelia della beatificazione a Roma, il 25 ottobre 1998, Giovanni Paolo II disse: «Nella scuola e per la strada, nel confessionale e nel laboratorio, il padre Faustino ha mostrato sempre Cristo che accoglie, che perdona e che incoraggia. Il suo esempio luminoso fatto di orazione, studio e apostolato si prolunga nella testimonianza delle sue figlie e di tanti educatori che lavorano con coraggio e con entusiasmo per imprimere l’immagine di Gesù nell’intelligenza e nel cuore della gioventù».

di Andrés Valencia Henao,  Postulatore della causa

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