Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

L’educazione al servizio del paese

· ​I 140 anni del collegio dei gesuiti in Egitto ·

Centoquarant’anni anni fa veniva aperta al Cairo, da padri della Compagnia provenienti dalla Francia, la prima scuola gesuita in Egitto, il Collegio della Sacra Famiglia. Un evento fondamentale per le relazioni tra la Chiesa cattolica e la società locale, al quale il settimanale egiziano in lingua francese «Al-Ahram Hebdo» ha appena dedicato un inserto speciale.

Il giornale online evidenzia l’importanza del ruolo svolto nella storia intellettuale egiziana dal collegio, nel 1879 inizialmente ubicato nel palazzo Boghos Pashà Ghali, nel quartiere cairota di Mouski, prima del trasferimento, dieci anni dopo, in un edificio costruito su un vasto terreno di 11.500 metri quadrati nel quartiere di Faggalah, zona a quell’epoca ancora rurale.

All’inizio, il Collegio della Sacra Famiglia era dedicato all’istruzione dei soli seminaristi. Poco dopo la sua elezione nel 1878, infatti, Leone xiii volle che fosse creato un collegio in Egitto per la formazione dei futuri sacerdoti della Chiesa copta cattolica, formata allora da quattro o cinquemila fedeli, di cui ottocento al Cairo, dove dodici preti esercitavano il loro ministero. Poi il Papa si rivelò ugualmente mosso dal desiderio di promuovere un’opera di educazione della gioventù, al servizio del paese.

Fin dalla sua creazione, questa iniziativa dei gesuiti ha riscontrato l’appoggio del viceré d’Egitto, Isma’il Pascià, così come del suo figlio e successore Tawfiq, entrambi favorevoli al progetto educativo. In uno lasso di tempo molto breve, sottolinea il giornale online, la qualità dell’insegnamento dei gesuiti, riconosciuta nel mondo intero, ha attirato l’élite egiziana e numerose famiglie hanno chiesto con insistenza che i loro figli ricevessero «l’educazione dai gesuiti».

Nel 1930, il collegio era frequentato da 600 alunni provenienti dall’Egitto, ma anche da numerosi altri paesi: Francia, Libano, Siria, Italia, Grecia, Gran Bretagna, Svizzera, Spagna, Jugoslavia, Turchia, Cecoslovacchia e perfino Russia. L’attuale capacità di accoglienza è di circa 140 alunni, anche se in realtà l’istituto riceve quasi il doppio di richieste di iscrizione. Se l’istruzione resta la missione principale dei gesuiti, alcuni padri hanno fatto invece la scelta di consacrarsi ai più poveri dei quartieri più abbandonati del Cairo o nei villaggi isolati dell’Alto Egitto.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE