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L’editrice che costruisce ponti

· Intervista a don Costa sulla Lev al Salone del Libro ·

«Il bilancio è decisamente positivo» afferma sicuro don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana, quando gli chiediamo di tirare le somme sulla ventiseiesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino a cui ha partecipato anche la Lev. «La nostra produzione ha avuto grande visibilità, sia attraverso le pubblicazioni riferite a Joseph Ratzinger - Benedetto xvi e a quelle più recenti dedicate a Papa Francesco, sia mediante i titoli riservati alla produzione artistica e al rapporto tra arte e religione».

È stata insomma la conferma del grande lavoro fatto dalla Lev per emancipare il libro religioso. «Sì. Al centro di tutto v'è il nostro impegno per creare e stringere contatti. È un lavoro cruciale di mediazione, che ci ha resi ormai un imprescindibile punto di riferimento. Siamo infatti collegati con editori di tutto il mondo. Solitamente partiamo con la vendita dei libri del Papa (il che rientra tra i nostri compiti istituzionali), poi cerchiamo di cedere, o veniamo invitati a cedere, anche altri libri. In questo ruolo trainante la Lev è notevolmente cresciuta negli anni, facendo incrementare l'interesse per fede e religione al di là della stessa presenza degli editori cattolici».

Nella sua esperienza, operazioni come il Salone di Torino, che vogliono essere al contempo fiere librarie e festival culturali, riescono? «Negli anni il è sicuramente è cresciuto, diventando un appuntamento importante di festa e di promozione. Non avendo però una fisionomia netta e chiara, evidentemente il Salone esclude ora i lettori ora i professionisti del libro. Quest'anno, ad esempio, il Paese ospite era il Cile: sebbene fosse presente Luis Sepúlveda, in realtà non v'è stata una grande presenza della cultura cilena. Lo stesso per la Calabria, rappresentata più dai formaggi e dai vini che dalla letteratura».

«Il libro ci munisce del mezzo per leggere noi stessi» scriveva Proust: è ancora vero? « Certo. Il libro si presenta con infinite sfaccettature capaci di analizzare i sentimenti, le relazioni, i vissuti: la possibilità di meditare con un libro su temi che riguardano l'io più profondo, è indubbiamente ancora una opportunità di ricerca della nostra identità».

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27 gennaio 2020

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