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L’ecumenismo va di corsa

· Athletica Vaticana a Wittenberg, la città di Lutero, per rilanciare il dialogo attraverso lo sport ·

«Dopo i recenti e sanguinosi attentati contro i cristiani durante la celebrazione della Pasqua, e le sparatorie contro sinagoghe e moschee nei giorni di culto, diventa più urgente che mai rafforzare il dialogo e l’amicizia tra i credenti, tanto più tra i cristiani in questa ora decisiva per l’Europa e per il mondo: Athletica Vaticana a Wittenberg, la città di Lutero, porta proprio questo messaggio di pace e di dialogo attraverso il linguaggio dello sport». È con queste parole che il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura a cui la Segreteria di Stato ha affidato Athletica Vaticana, delinea i contenuti del debutto internazionale della prima Associazione sportiva costituita in Vaticano, che sarà in Germania dal 10 al 13 maggio con trenta rappresentanti.

«Athletica Vaticana vuole semplicemente condividere con i concittadini di Lutero la passione per la corsa e la gioia dello sport» afferma il cardinale. E lo fa rilanciando concretamente l’insegnamento di dialogo e solidarietà proposto da un coach d’eccezione come Papa Francesco.

Wittenberg è la città tedesca della Sassonia, bagnata dal fiume Elba, che ospita il monastero agostiniano dove Martin Lutero fu vice priore e dove si racconta che il 31 ottobre 1517 furono affisse sul portale della chiesa del castello le 95 tesi sulla questione delle indulgenze, da cui preso avvio la riforma protestante. Qui, la sera di sabato 11 maggio, i runner di Athletica Vaticana, la rappresentativa podistica ufficiale della Santa Sede, parteciperanno alla nona edizione della gara notturna di 10 chilometri Wittenberger Nachtlauf, nel cuore illuminato della città vecchia.

Il team biancogiallo arriva venerdì mattina a Wittenberg, su invito della squadra di atletica locale che ha voluto così ricambiare l’accoglienza a Roma e in Vaticano, dal 9 al 12 marzo 2018, in occasione della mezza maratona Roma-Ostia. Un debutto internazionale che ha un grande significato spirituale e simbolico. Del resto, Athletica Vaticana non ha solo l’obiettivo di correre, ma anche di promuovere e rilanciare occasioni di dialogo, amicizia, riconciliazione e solidarietà, attraverso l’esperienza dello sport.

«È molto significativo che la prima trasferta all’estero di Athletica vaticana abbia questa dimensione di dialogo ecumenico» fa presente monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio consiglio della cultura e presidente dell’Associazione. Teatro della corsa di sabato sera sarà un circuito affascinante di 2,5km (da ripetere 5 volte) proprio nel cuore della città. Tra i runner vaticani ci sono anche due atleti con disabilità: la piccola Sara Vargetto, che con il suo sorriso combatte una malattia neurodegenerativa, e Gianluca Palazzi, costretto sulla sedia a rotelle. Con monsignor Sánchez de Toca ci saranno altri cinque sacerdoti maratoneti, due guardie svizzere, un professore della Biblioteca apostolica vaticana, un giornalista dell’Osservatore Romano, insieme a dipendenti delle Ville pontificie, della Tipografia vaticana, dell’Ospedale Bambino Gesù e dei diversi servizi economici del Governatorato della Città del Vaticano.

A dare il benvenuto in Germania alla rappresentativa atletica della Santa Sede, venerdì pomeriggio nella Piazza del mercato di Wittenberg, saranno, tra gli altri, il primo ministro della Sassonia-Anhalt, Reiner Hasseloff, e il sindaco della città, Jochen Kirchner. Nei tre giorni di viaggio, Athletica Vaticana visiterà il centro per disabili Augustinuswerk, della diocesi di Magdeburgo, e incontrerà le comunità luterana e cattolica per uno scambio di esperienze e una preghiera ecumenica. Prima del rientro in Vaticano, è previsto l’incontro con l’arcivescovo Nikola Eterović, nunzio apostolico a Berlino. La Conferenza episcopale tedesca sarà rappresentata a Wittenberg da Elisabeth Keilmann, responsabile dell’Ufficio per la pastorale giovanile e dello sport.

«Lo sport ha una grande capacità di unire — afferma il presidente di Athletica Vaticana — ed è un collante straordinario: come insegna la storia, spesso gli atleti riescono a creare ponti di dialogo laddove i governanti non sono capaci di parlarsi». In particolare, monsignor Sánchez de Toca ricorda l’esempio del nuovo dialogo tra le due Coree: «Anche lo sport ha contribuito a trovare una via di uscita all’escalation che si stava creando e ha permesso di realizzare il sogno di una Corea sportivamente unita, con il team degli atleti che ha sfilato insieme, un anno fa, ai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang». E questa «capacità che ha lo sport di riallacciare contatti che altrimenti sarebbero impossibili — conclude — è valido, nel nostro caso, anche per l’ambito del dialogo tra cristiani, tanto che si potrebbe dire che l’ecumenismo sportivo contribuisce davvero ad abbattere barriere, a creare amicizia e può spazzare via i pregiudizi».

di Alessandro Di Bussolo

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18 ottobre 2019

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