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L’Ecuador
attende il ballottaggio

· Confronto tra Moreno e Lasso ·

Funzionari statali a Quito esaminano  il materiale per votare (Afp)

A meno di 48 ore dall’apertura dei seggi, l’Ecuador attende l’esito del ballottaggio per le presidenziali. A sfidarsi nel voto di domenica saranno il candidato Lenín Moreno, del partito di governo Alianza País, e l’esponente della coalizione di opposizione Guillermo Lasso. Stando agli ultimi sondaggi, Moreno è in testa. Al primo turno, il candidato di Correa ha ottenuto il 38,87 per cento dei voti contro il 28,5 per cento dell’avversario. Per evitare il ballottaggio, Moreno avrebbe dovuto ottenere più del quaranta per cento dei voti, con uno scarto di almeno dieci punti sul secondo. L’economia è il terreno sul quale si combatte la battaglia elettorale. Il presidente Rafael Correa — dicono gli analisti — è riuscito a garantire una certa stabilità al paese e a ridurre le disuguaglianze, ma l’Ecuador ha sofferto per il calo del prezzo del petrolio e il rincaro del dollaro statunitense. Va detto poi che l’attuale governo è scosso anche dallo scandalo di corruzione legato all’impresa di costruzioni brasiliana Odebrecht. Il prossimo esecutivo, quindi, non potrà evitare una politica di tagli alla spesa pubblica e di lotta alla corruzione. Le operazioni di voto sono già formalmente iniziate ieri. In base al calendario stabilito dal Consiglio elettorale nazionale, ieri 10.230 detenuti senza condanna hanno potuto esprimere la loro scelta in 38 centri di riabilitazione sociale. In una lettera rivolta ai candidati al ballottaggio, Luis Gerardo Cabrera Herrera, arcivescovo di Guayaquil, ha chiesto dialogo e rispetto. «Non è sufficiente vincere le elezioni, è importante saper governare. Ciò richiede alcuni atteggiamenti come la vicinanza, l’ascolto e il servizio, indipendentemente dalla nostra posizione politica o religiosa» si legge nella lettera. «Il servizio è il principio guida di ogni progetto e programma sociale, politico o economico».

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