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L’ebola si combatte in Africa

· Allarme per i rischi di contagio ·

La battaglia contro l’ebola va combattuta in Africa occidentale, dove l’epidemia resta ancora fuori controllo, ma a ostacolare un’efficace e concorde azione internazionale in questo senso contribuisce l’attenzione prioritaria data ai relativamente bassissimi rischi nei Paesi fuori dal continente, compresi quelli dove sono stati registrati casi di contagio.

Primi soccorsi a un ragazzo nella capitale della Liberia (Ansa)

È questa l’opinione del presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, secondo il quale il mondo sta perdendo la battaglia contro l’ebola a causa di una mancanza di solidarietà globale, oltre a non comprendere la minaccia che l’epidemia rappresenta per l’economia mondiale.

«Credo che il mondo ancora non abbia capito quale sia il rischio, non solo per l’economia dell’Africa occidentale, ma per l’economia globale, e stiamo ancora perdendo la battaglia», ha affermato Jim Yong Kim ieri a Parigi in una conferenza stampa congiunta con il presidente francese François Hollande e i vertici del Fondo monetario internazionale, dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa e di altre istituzioni multilaterali. Jim Yong Kim ha chiesto ai Paesi occidentali di smetterla di «pensare solamente ai propri confini» e impegnare più persone e risorse nella battaglia contro il virus, là dove questa va combattuta. «Nonostante un grande sforzo, abbiamo iniziato così tardi che ci vorrà un’ulteriore spinta», ha aggiunto il presidente della Banca mondiale, che tra l’altro è medico ed è stato in passato impegnato nell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oltre ad aver fondato la Partners in Health, un’organizzazione non governativa attiva sempre nel campo della salute.

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26 febbraio 2020

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