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Le vite strappate alla droga di Villa del Bajo Flores

· Padre Gustavo Carrara al fianco dei giovani emarginati di Buenos Aires ·

La parrocchia Santa Maria Madre del Pueblo si trova alla Villa del Bajo Flores, a trenta minuti di autobus dal quartiere centrale di Buenos Aires. La Villa del Bajo Flores, conosciuta meglio come Villa 1-11-14, è poco distante dal quartiere  Flores, lì dove è cresciuto Papa Francesco. A pochi passi dalla parrocchia c’è il centro Barrial Don Bosco, che è nato pochi anni fa grazie a  padre Gustavo Carrara e ai fondi messi a disposizione dall’arcidiocesi per diretto volere dell’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio.

La Villa è abitata da circa quarantamila persone, la maggior parte delle quali viene dalla periferia della capitale o dai Paesi limitrofi più poveri, come  Bolivia,  Perú,  Paraguay.  Padre Gustavo ci conduce attraverso un sentiero fangoso verso la piccola parrocchia. Ce ne sono sei in tutto il quartiere e sono tre i parroci che organizzano e coordinano le attività relative al recupero dei ragazzi di strada. Quello che padre Gustavo ci mostra prima di arrivare alla cappella, è il dormitorio, dove attualmente vivono dieci delle circa cento persone che il centro segue nel percorso riabilitativo. I ragazzi hanno una media di vent’anni, ma i più hanno cominciato a fare uso di droga già da adolescenti. Abbiamo  modo di parlare con Sebastiano. Ha ventisei anni, faceva uso di paco da quando ne aveva tredici. È stato uno dei primi ragazzi che hanno intrapreso un percorso di recupero a cominciare da qui, dalla parrocchia di padre Gustavo. Poi, quando con l’aiuto del cardinale  Bergoglio si sono acquistati i nuovi locali del centro Barrial Don Bosco, Sebastiano ha iniziato anche a partecipare alle attività formative professionali per elettricista, fabbro, carpentiere.

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21 novembre 2019

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