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Gli scontri bloccano il dialogo

· Sospesa in Nicaragua la trattativa sostenuta dalla conferenza episcopale ·

Una partecipante a una manifestazione contro Ortega a Managua (Epa)

Non si fermano le violenze in Nicaragua. Sarebbe di almeno sei morti e 34 feriti il bilancio preliminare dell’attacco realizzato da poliziotti in tenuta antisommossa e paramilitari per prendere il controllo della città di Masaya, dopo aver smantellato i blocchi stradali dei manifestanti. A riferirlo è l’Associazione nicaraguense per i diritti umani (Anpdh), citata dai media locali. La polizia antisommossa e gruppi di paramilitari vicini al governo sono entrati a Masaya, culla della rivoluzione sandinista, che si era dichiarata in stato di ribellione così come la città di León. Secondo fonti locali, agenti e paramilitari avrebbero sparato indiscriminatamente sulla popolazione, così come avrebbero fatto poco prima durante l’attacco al vicino comune di Ticuantepe. Il cardinale Leopoldo José Brenes Solórzano, arcivescovo di Managua, dopo essere stato informato della situazione direttamente dai parroci di Masaya, attraverso un comunicato ha chiesto al governo e alla polizia di fermare immediatamente gli attacchi.

Il vescovo della diocesi di Estelí, monsignor Juan Abelardo Mata Guevara, portavoce della conferenza episcopale (Cen), ha usato parole molto dure nei confronti del presidente Daniel Ortega, dicendo che «non può uccidere e isolare un intero popolo». Lo ha riferito il portale locale «La Prensa», aggiungendo che il portavoce della Cen, pur sollevando pesanti dubbi sull’utilità del dialogo nazionale, ha sottolineato che la trattativa è «uno strumento per poter discutere di fronte alla nazione e alla comunità internazionale». Il vescovo ha inoltre ribadito che, nonostante la repressione attuata dalle forze di sicurezza, i paramilitari e i gruppi di sommossa, il popolo del nicaragua deve agire con misura. «Abbiamo bisogno di saggezza, perseveranza e cuore», ha affermato.

Intanto resta sospeso il dialogo nazionale avviato con la mediazione della Cen. «Questo governo deve dimostrare volontà politica. Non è un gioco, è una cosa seria per il futuro del Nicaragua. Non si può continuare a uccidere le persone» lo ha detto ieri il vescovo ausiliare di Managua, monsignor Silvio Báez.

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26 marzo 2019

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