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​Le truppe di Assad controllano Aleppo

· ​Nelle mani dei governativi le principali città siriane ·

Le truppe siriane controllano Aleppo. Ad annunciarlo è stato questa mattina il ministero della difesa russo, sottolineando che l’esercito ha riconquistato undici quartieri nelle ultime 24 ore. La battaglia per il controllo di quella che un tempo era considerata la seconda città della Siria si è dunque conclusa e ora nuovi scenari si aprono, mentre migliaia di civili attendono gli aiuti umanitari. Dopo Homs, Hama, Damas e Latakia, l’esercito controlla tutte le principali cinque città del paese. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha lanciato ieri un nuovo allarme per «le atrocità commesse ad Aleppo nelle ultime ore nei confronti di un alto numero di civili, compresi donne e bambini». Stando a quanto riporta il portavoce del numero uno del Palazzo di Vetro, l’Onu non «ha potuto verificare in maniera indipendente tali informazioni».

Intanto, ieri, un messaggio di Papa Francesco è stato consegnato al presidente siriano, Bashar Al Assad, dal nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari. Nel messaggio, il Pontefice, ribadendo la sua vicinanza al popolo siriano, chiede la fine della violenza e una soluzione pacifica del conflitto e, esprimendo la condanna di ogni forma di estremismo e terrorismo da qualsiasi parte essi possano venire, auspica che vengano garantiti gli aiuti necessari alla popolazione civile.

Proprio per cercare di avviare al più presto la macchina degli aiuti, il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha lanciato un appello a tutte le parti in conflitto ad Aleppo a «fare tutto il possibile per risparmiare i civili». Aleppo, tuttavia, non è l’unico fronte di guerra in Siria. C’è anche Palmira, dove forze siriane e curde combattono contro una nuova offensiva dei jihadisti del cosiddetto stato islamico (Is). Gli uomini di Al Baghdadi hanno attaccato Palmira con oltre 5000 unità. La situazione è critica anche ad Hama. Almeno 53 persone, tra cui 28 tra donne e bambini, sono morte in un attacco con gas tossici lanciato da aerei da guerra non identificati.  

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