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Le suore americane e i presidenti

Non è questione di politica, ma di vita vera, quella che è anche fatica, impegno, sofferenza, sudore della fronte e del cuore: 7150 suore cattoliche che accompagnano quotidianamente i malati, che ascoltano le ragazze madri, gli anziani e gli immigrati, che insegnano nelle scuole e combattono accanto ai tossicodipendenti, hanno preso carta e penna per sottoscrivere un documento comune. Inviato ufficialmente a tutti i senatori del Congresso statunitense, il documento contesta la legge voluta dal presidente Trump per gli effetti drammatici che finirebbe per avere sulle famiglie. Citando Papa Francesco («la salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale, quindi l’accesso ai servizi sanitari non può essere un privilegio»), le suore hanno scritto che togliere l’assistenza medica non è una posizione pro life. Dopo interventi di esperti (e non) di ogni schieramento politico e religione che hanno dimostrato che senza l’Obama Care nel prossimo decennio 22 milioni di statunitensi non avranno più i soldi per pagarsi un’assicurazione sanitaria, un’altra spinta per una (forse) definitiva bocciatura è venuta dalle religiose, testimoni viventi delle difficoltà che vive l’America di oggi. E di domani. 

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16 dicembre 2019

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