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Le delusioni
di Newman

· Dopo la conversione ·

Dopo la conversione alla Chiesa cattolica nel 1845, John Henry Newman aveva trovato la pace del cuore e, dopo alcuni mesi di preparazione nel collegio di Propaganda Fide a Roma, fu ordinato prete. In questo periodo conobbe l’Oratorio di San Filippo Neri, decise di farsi oratoriano e di fondare, insieme con alcuni amici, un oratorio in Inghilterra.

John Henry Newman in un celebre ritratto

Finalmente aveva trovato la Chiesa di Cristo e la propria vocazione. Ma, nonostante questa gioia, Newman avrebbe subito negli anni succesivi una prova dopo l’altra e una delusione dopo l’altra. Molti dubitavano della sua integrità personale, perché non erano in grado di comprendere come un uomo tanto intelligente avesse potuto lasciare la Chiesa d’Inghilterra, unendosi a un piccolo gruppo di cattolici, relegati ai margini e apertamente disprezzati dalla società inglese del tempo. Dagli anglicani, Newman era considerato un traditore, uno squilibrato che si era associato a una comunità legata alla causa dell’anticristo. Ma anche da parte dei cattolici, avrebbe subito per quasi vent’anni incomprensione, diffidenza, sospetto e persino calunnia.

Nelle comunità dell’oratorio, fondato da Newman a Maryvale e poi a Birmingham, si manifestarono presto seri contrasti che procuravano grandi sofferenze alla sua anima sensibile. Newman, infatti, non poteva accettare lo stile, che considerava integralista, di Frederick William Faber, responsabile dei novizi. Dopo poco tempo, Faber emigrò a Londra con parecchi suoi compagni, fondandovi un secondo oratorio.

Questa separazione non costituì una vera rottura tra Newman e il gruppo di Faber, ma fu fonte di innumerevoli malintesi e conflitti.

di Hermann Geissler

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17 novembre 2019

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