Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Le sfide di un mondo in movimento

· Intervista al cardinale Vegliò alla vigilia della domenica del mare ·

Dalla pirateria alla tratta delle persone, al rifiuto delle popolazioni zingare, al turismo come motore dello sviluppo umano dal quale nessuno deve essere escluso: un mix di ansie pastorali per il Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, il quale continua a focalizzare l’attenzione dell’opinione mondiale su questi fenomeni che riguardano l’umanità, attraverso congressi, incontri internazionali e messaggi tematici. 

un’immagine della festa degli zingari che si celebra ogni anno alla fine di maggio in Camargue

Domenica prossima, 13 luglio, si parla della gente del mare, ma il pensiero scivola verso le persone che vivono sulla strada e già è all’orizzonte la giornata dedicata al turismo, nei suoi aspetti positivi e negativi. Ne parla il cardinale presidente Antonio Maria Vegliò in una intervista al nostro giornale.

Il mondo dei marittimi, dice tra l'altro, il porporato è per lo più sconosciuto a molti. È un’umanità di 1.200.000 persone imbarcate su centinaia di migliaia di navi che solcano gli oceani del mondo e vivono lontano dai nostri occhi, ignorati dalla società in generale, anche quando transitano per i nostri porti. Soffermandosi sulla celebrazione della Domenica del mare, che viene vissuta non solo in ambito cattolico, ma anche dalle altre denominazioni cristiane, ricorda che suo obiettivo è di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale “sull’importanza del lavoro svolto dai marittimi per la nostra società e sul debito che essa ha nei loro confronti in quanto dipendiamo da loro per trasportare quasi tutto ciò di cui abbiamo bisogno per l’industria e l’approvvigionamento alimentare o per rendere più facile la nostra vita”. Tra l'altro la loro professione è considerata tra le più pericolose del mondo. “Sono tanti i disagi e i pericoli che devono affrontare quotidianamente _ dice il cardinale _ e, anche se non sembra, il pericolo maggiore oggi è quello della pirateria. Negli anni scorsi l’opinione pubblica ne è stata consapevole per i numerosi ed eclatanti casi di sequestro a scopo di riscatto di molti equipaggi nel Golfo di Aden. Ora in quella zona il fenomeno è fortemente ridotto anche per la presenza di guardie armate a bordo, anche se non è ancora del tutto sconfitto. Negli ultimi mesi si è notata una certa recrudescenza del fenomeno, con un carattere più violento nel Golfo della Guinea. Non bisogna dimenticare però che la pirateria continua ad agire in forme diverse anche nello Stretto di Malacca e in molti porti del Sud America”.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

06 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE