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Le sfide del G8

È un’agenda fitta di temi quella che oggi e domani, in occasione del G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord, sarà discussa e approfondita, con l’auspicio di approdare a una convergenza di valutazioni e di strategie. La Siria, il nodo della crescita, l’emergenza del lavoro per i giovani, la lotta all’evasione fiscale: sono questi i principali temi all’ordine del giorno.

Riguardo alla crisi siriana, per superare la quale le diplomazie occidentali sono impegnate a trovare una soluzione negoziale, vi è l’atteso faccia a faccia tra i presidenti statunitense, Barack Obama, e russo, Vladimir Putin. Per il capo della Casa Bianca, Damasco ha superato la «linea rossa» con il supposto uso delle armi chimiche, e ora Washington si dice pronta ad armare i ribelli; Putin è invece orientato a ribadire ciò che  ha già sostenuto ieri a Londra, ovvero che ai ribelli non vanno date le armi. Insomma sono posizioni che «restano lontane» come ha dichiarato il primo ministro britannico, David Cameron, che ieri, a Downing street, ha incontrato il presidente russo.

La prima sessione di lavoro è fissata nel pomeriggio e sarà dedicata all’economia. In particolare ai complementari temi di crisi e crescita, in un g8 che intende porsi come un crocevia verso il prossimo Consiglio Ue di fine mese e, in prospettiva, verso il G20. Dall’incontro di Lough Erne si attendono segnali forti sul fronte della lotta alla disoccupazione giovanile. Il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Enrico Letta, in preparazione al vertice, ha più volte ribadito che la questione della disoccupazione giovanile deve diventare parte integrante del comunicato finale. Ed è previsto nel primo pomeriggio di oggi l’incontro, a margine del vertice, fra Enrico Letta e il presidente Obama. Anche il capo di Stato francese, François Hollande, ha detto di volere un g8 capace di fornire segnali importanti sul fronte della crescita e dell’occupazione. In vista del vertice di oggi e di domani, si è tenuta, venerdì, una videoconferenza alla quale hanno partecipato Obama, Hollande, Letta, Cameron, il cancelliere tedesco, Angela Merkel. La videoconferenza è servita a fare il punto sui principali problemi che saranno affrontati nel corso del summit. Problemi, prevedono gli analisti, che metteranno in luce persistenti divergenze, che potrebbero in qualche modo condizionare il felice esito del vertice.

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20 ottobre 2019

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