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Le sfide del futuro concilio panortodosso

· Un convegno ecumenico all'Istituto Saint-Serge di Parigi esamina temi e divisioni ·

«Negli ultimi anni si sono raddoppiati i tentativi del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e delle altre Chiese ortodosse autocefale per rimuovere le ultime barriere che impediscono la celebrazione del grande concilio panortodosso, del quale si parla da così tanto tempo. Perciò è parso più che opportuno organizzare un convegno teologico per promuovere una riflessione sui maggiori temi del futuro concilio»: è l’obiettivo del convegno internazionale di studio intitolato «The forthcoming council of the orthodox Church: understanding the challenges», che si svolge a Parigi, dal 18 al 20 ottobre, nella sede dell’Istituto di teologia ortodossa Saint-Serge. L’incontro è stato organizzato assieme  al Centro di ricerche ecumeniche dell’Università cattolica di Lovanio in collaborazione con la rivista di teologia ortodossa «Contacts» e al Collège des Bernardins di Parigi.

Il punto di partenza sarà la prima conferenza preparatoria del concilio panortodosso, nel 1976: essa rappresenta tuttora un punto di riferimento ineludibile nel dibattito attuale sui punti in attesa di definizione. Il programma del convegno ha dimensione ecumenica, sia per il rafforzamento della comunione tra le singole Chiese ortodosse ma anche per favorire il cammino verso l’unità dei cristiani; per questo sono stati rivolti inviti a esperti ecumenici della Chiesa cattolica e del mondo della Riforma in modo da avere una riflessione più ampia possibile. L’incontro sarà aperto dai saluti del metropolita Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia e presidente della Conferenza delle Chiese europee, ai quali seguirà la presentazione del convegno da parte di Michel Stavrou, docente di Teologia dogmatica all’Istituto Saint-Serge. È previsto poi l’intervento di Peter De Mey, dell’Università cattolica di Lovanio, sul ruolo degli osservatori-delegati al concilio Vaticano ii, un intervento non solo celebrativo del cinquantesimo anniversario dell’apertura ma anche indicativo dell’importanza di recuperare sempre di più il contributo degli osservatori, in particolare ortodossi, ai lavori del concilio, che si configura, anche nella memoria delle Chiese ortodosse, come un passaggio cruciale del cammino ecumenico del ventesimo secolo.

Il programma prevede anche una tavola rotonda alla quale prenderanno parte monsignor Jérôme Beau, vescovo ausiliare di Parigi e presidente del Collège des Bernardins, Carol Saba, portavoce dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia, Georges Nahas, docente della Facoltà teologica di Balamand in Libano, padre Nicolas Cernokrak, dell’Istituto Saint-Serge, ed Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose.

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