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Le seconde nozze di frate Francesco

· Predica di Avvento alla presenza del Pontefice nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico ·

 

San Francesco non sposò la povertà e neppure i poveri, ma Cristo. E fu solo per amor suo che «in seconde nozze» prese in sposa “madonna povertà”. Nella prima predica di Avvento, tenuta questa mattina, 6 dicembre, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico, alla presenza di Papa Francesco, il cappuccino Raniero Cantalamessa ha proposto una rilettura non convenzionale della figura del poverello di Assisi, facendo notare come alla base dell’amore per la povertà e per i poveri deve esserci sempre «l’amore per Cristo». Altrimenti — ha ammonito — i poveri «saranno in un modo o nell’altro strumentalizzati e la povertà diventerà facilmente un fatto polemico contro la Chiesa». O ancora peggio, «una ostentazione di maggiore perfezione rispetto ad altri nella Chiesa, come avvenne, purtroppo, anche tra alcuni dei seguaci del poverello». Nell’uno e nell’altro caso, comunque, «si fa della povertà la peggiore forma di ricchezza, quella della propria giustizia».

 In questo modo il predicatore della Casa Pontificia ha voluto correggere una certa immagine di Francesco «resa popolare dalla letteratura posteriore e accolta da Dante nella Divina commedia». A suo giudizio, la famosa metafora delle nozze di Francesco con “madonna povertà” può essere «deviante». Non ci si innamora di una virtù, ha sottolineato, «fosse pure la povertà; ci si innamora di una persona». Infatti le nozze di Francesco sono state, «come quelle di altri mistici, uno sposalizio con Cristo».

 

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26 maggio 2019

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