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Le ragazze rapite e stuprate da Boko Haram

«No all’aborto di massa per le ragazze liberate dopo essere state rapite e stuprate da Boko Haram; siamo pronte ad aiutarle»: così monsignor Anselm Umoren, vescovo ausiliare di Abuja e presidente del comitato per la salute della Conferenza episcopale della Nigeria. «Condanniamo con forza alcune linee d’azione suggerite da diverse persone e gruppi in direzione di aborti di massa» afferma in un messaggio inviato all’Agenzia Fides il presule, facendo riferimento al dibattito in corso su come aiutare le ragazze rimaste incinte. «Non è sostenibile la posizione secondo cui l’uccisione dei bambini concepiti a seguito della violenza sessuale dei terroristi sia l’azione più umana da assumere. Dato che i nascituri sono innocenti e ignari dei crimini commessi contro le loro madri, è immorale punirli per i peccati e i crimini dei loro padri traviati». Il responsabile della pastorale della salute sottolinea che la Chiesa cattolica è pronta ad aiutare le vittime che hanno subito «l’enorme trauma» dello stupro. «In collaborazione con tutte le persone di buona volontà, la Chiesa cattolica in Nigeria è pronta a fornire tutto il supporto necessario per accelerare la cura, la riabilitazione e il ristabilimento delle vittime, in modo che possano essere reintegrate rapidamente nella società».

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08 dicembre 2019

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