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Le ragazze di Origene

«Gli erano infatti vicini, quando dettava, più di sette tachigrafi che si avvicendavano ad ore fisse e un numero non inferiore di copisti, come pure di ragazze esperte in calligrafia: alla sussistenza di tutti provvedeva con abbondanza di mezzi Ambrogio». Così scrive Eusebio di Cesarea (Storia ecclesiastica, VI, 23, 2), ricordando le sette calligrafe che lavorarono per Origene, pagate dal ricchissimo cristiano Ambrogio di Nicomedia. Costui infatti, per riconoscenza verso Origene che lo aveva ricondotto alla fede ortodossa, gli mise a disposizione uno stuolo di esperti a cui dettare le sue opere. Considerando l’impegno necessario per stare dietro all’incredibile ritmo di lavoro di uno dei più grandi intellettuali cristiani dell’antichità, lo sforzo delle sette ragazze fu ragguardevole e indefesso. A questa tenacia ha recentemente “ridato voce” la tenacia di un’altra donna, la filologa italiana Marina Molin Pradel, quando ha scoperto ventinove omelie inedite sui Salmi di Origene in un codice greco di Monaco. Così, se il pensatore cristiano continua a raggiungerci con i suoi scritti, lo si deve per ben due volte a mani di donna.

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26 gennaio 2020

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