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Le quattro priorità
dell’Unione

· Verso la Dichiarazione di Roma ·

Tra due giorni, sabato 25 marzo, in Campidoglio, si celebrerà il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, l’avvio del processo di integrazione europea. Lunedì 25 marzo del 1957, i ministri degli esteri di cinque paesi apposero le firme sulle carte che oggi sono il fondamento dell’Ue. 

Due trattati: quello costitutivo della Comunità economica europea (Cee) e quello della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). L’ultima versione del testo — Dichiarazione di Roma — che verrà firmato dai ventisette nella capitale italiana, indica che i governi dell’Unione europea si impegneranno anche a «modellare la globalizzazione» nei prossimi dieci anni. Nel testo — visto dall’Ansa — e in cui sono previsti solo «cambiamenti minori», vengono rafforzati i toni dell’unità, dello sviluppo del mercato unico e dell’agenda di Roma su quattro priorità (sicurezza, crescita, sociale e difesa). Il testo sottolinea che l’Ue è «una grande potenza economica, con livelli di protezione sociale e welfare senza uguali nel mondo». Nel paragrafo dedicato alla dimensione sociale è stato rimarcato che l’unione europea promuove il progresso economico e sociale, così come la coesione e la convergenza, mantenendo l’integrità del mercato interno e tenendo conto della diversità dei sistemi nazionali, formula che rafforza anche il concetto di sussidiarietà, ovvero di sovranità nazionale nelle tematiche non specificamente europee. Nel capitolo dedicato alla crescita e al lavoro, si ribadisce l’impegno di tutti i 27 a favore dell’euro. Sui temi della difesa, della politica estera e del commercio, è stato invece rafforzato il linguaggio sull’impegno a «un’Europa più forte sulla scena globale». Un’Unione che sviluppi le partnership e ne costruisca di nuove.

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26 marzo 2019

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