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Le pressioni diplomatiche
non fermano la guerra in Sud Sudan

· Ad Addis Abeba i mediatori del negoziato cercano di ottenere un impegno per il cessate il fuoco ·

Profughi in fuga da Bor (Afp)

Juba, 10. I mediatori africani e cinesi nel conflitto civile esploso a metà dicembre in Sud Sudan, pur nel riserbo ufficiale, appaiono a numerosi osservatori convinti della possibilità di mandare a buon fine il negoziato ad Addis Abeba tra le parti belligeranti, il Governo di Juba guidato dal presidente Salva Kiir Mayardit e i ribelli che fanno riferimento all’ex vicepresidente Rijek Mashar, rimosso dall’incarico lo scorso luglio. Al momento, però, non sembrano giustificare ottimismi né le notizie dal Sud Sudan, dove non s’interrompono i combattimenti e le fughe della popolazione, né gli stessi approcci diplomatici.

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