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Le preoccupazioni
di Ban Ki-moon

New York, 11. «Sono riconoscente a Papa Francesco per la sua enciclica pubblicata a giugno». Ha voluto citare la Laudato si’ il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, nel presentare, in un’intervista alla Radio Vaticana, gli obiettivi della conferenza sui cambiamenti climatici che si aprirà a Parigi il prossimo dicembre. «Spero che riusciremo a trovare denaro e a fornire assistenza finanziaria e tecnologica in modo da poter trovare un accordo universale a Parigi» ha spiegato il diplomatico sudcoreano.

Il raggiungimento di un accordo globale che possa sostituire il Protocollo di Kyoto (il trattato internazionale in materia ambientale siglato nel 1997 da oltre 180 Paesi) è possibile, ma non scontato. «Sono preoccupato per la lentezza con la quale procedono i negoziati» ha spiegato Ban Ki-moon. «Collaboriamo strettamente con il presidente della Banca mondiale e con i vertici del Fondo monetario internazionale per presentare un impianto politicamente credibile per reperire cento miliardi di dollari entro il 2020»; si vuole poi «fornire ai Paesi in via di sviluppo cento miliardi di dollari all’anno, in particolare a quei Paesi meno sviluppati e agli Stati insulari in via di sviluppo» ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite. I Paesi in via di sviluppo «non sono storicamente responsabili dei fenomeni climatici e non hanno alcuna possibilità di provvedere a una mitigazione o a un adattamento di questa situazione». L’impegno sul clima è parte integrante anche dell’Agenda di sviluppo sostenibile post-2015 che verrà adottata alla prossima Assemblea generale. «Mi aspetto che tutti gli Stati membri riflettano su questi obiettivi» ha detto il segretario generale.

Presentando ieri all’Eliseo la conferenza di dicembre, il presidente francese, François Hollande, ha dichiarato che «non ci sarà un accordo senza un impegno finanziario dei partecipanti». La sfida di Parigi «è giungere a un accordo universale, durevole e vincolante».

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