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Le politiche sociali base della crescita dell'economia sudamericana

· Il quarantesimo vertice del Mercosur ·

Il quarantesimo vertice semestrale del Mercosur, il mercato comune sudamericano, si è aperto ieri nella località brasiliana di Foz do Iguaçú con la rivendicazione fatta dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva dei successi ottenuti negli ultimi anni sul piano economico e soprattutto sociale. «Abbiamo risposto ai paradigmi neoliberisti con meccanismi innovatori, di inclusione, sviluppo e carattere democratico. Non possiamo smettere di confrontare questo dinamismo al processo di paralisi che attraversa attualmente i Paesi più sviluppati», ha detto Lula, giunto all'ultimo appuntamento internazionale del suo incarico di presidente, che con l'inizio del nuovo anno cederà, dopo due mandati, a Dilma Roussef, considerata la sua erede politica.

Le scelte di inclusione sociale hanno pagato anche sul piano strettamente economico. In base alle proiezioni correnti, infatti, dei quattro soci a pieno titolo del Mercosur il Paraguay crescerà quest’anno del 9,7 per cento, l’Uruguay del 9 per cento, l’Argentina dell’8,4 per cento e il Brasile del 7,7 per cento. Il Mercosur, costituito appunto tra Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay nel 1991 con il Trattato di Asunción, conta una popolazione di 240 milioni di persone e un prodotto interno lordo (pil) di 2.500 miliardi di dollari. Il valore degli scambi commerciali dovrebbe raggiungere quest’anno la cifra record di 40 miliardi di dollari. In questo quarantesimo vertice è in agenda l'approvazione di tre iniziative: il cosiddetto programma di consolidamento dell’unione doganale, lo statuto della cittadinanza e il piano strategico di azione sociale.

In questa prospettiva, oltre a esortare i colleghi a proseguire «per un progetto di integrazione sempre più ambizioso», Lula ha appoggiato la decisione di allargare gli orizzonti politici e commerciali del Mercosur verso regioni distanti salutando la presenza al summit di Foz do Iguaçú anche di osservatori di Guyana e Suriname e di invitati d'onore di Turchia, Siria, Cuba, Autorità nazionale palestinese, Australia e Nuova Zelanda. Con questi Paesi, alla vigilia del vertice, i ministri degli Esteri del Mercosur hanno sottoscritto un accordo di preferenze commerciali che prevede la riduzione dei dazi doganali per 47.000 prodotti.

Per quanto riguarda specificamente Cuba, i ministri hanno deciso di consentire una sua maggiore partecipazione alle riunioni del blocco regionale. «È un’intesa di alto valore simbolico perché apre la strada all’integrazione di Cuba al Mercosur», ha detto il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorím, pur precisando che l’accordo non farà dell’isola un membro associato, come lo sono Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Perú, oltre al Venezuela, che attende ancora la ratifica del Parlamento paraguayano per l’ingresso a pieno titolo nell’organismo. Per l’ambasciatore cubano Carlos Rafael Zamora, l’accordo «ha una grande importanza, consentirà di favorire la cooperazione e aprire nuove aree di interesse reciproco».

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